Amnistia in Venezuela: cosa prevede la nuova legge

Delcy Rodríguez promulga la legge per la convivenza democratica approvata all'unanimità. Esclusi i reati di lesa umanità e chi ha invocato sanzioni o invasioni straniere

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Amnistia in Venezuela: cosa prevede la nuova legge

 

La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha firmato il decreto di promulgazione della Legge di Amnistia per la Convivenza Democratica, un provvedimento approvato all'unanimità dall'Assemblea Nazionale e presentato a palazzo dalla commissione speciale guidata dal presidente del Parlamento, Jorge Rodríguez. L'atto segna l'avvio di quella che il governo definisce una nuova fase di pacificazione nazionale, dopo anni di scontri politici e tensioni sociali.

Durante la cerimonia, la presidente ha chiesto alla commissione di seguire il provvedimento e di collaborare con il Programma per la Convivenza Democratica e per la Pace, nonché con il presidente della Commissione per la Rivoluzione Giudiziaria, Diosdado Cabello, affinché vengano esaminati con la massima celerità eventuali casi non contemplati esplicitamente dalla nuova norma.

"Stiamo garantendo un futuro di pace, convivenza e tranquillità ai nostri giovani. È stato un atto di grandezza e una rinuncia all'intolleranza da parte di coloro che sono stati politicamente attivi negli ultimi 25 anni, aprendo nuove strade alla politica in Venezuela. Veniamo da tempi drammatici per la repubblica, da un 3 gennaio che passerà alla storia come un atto di aggressione senza precedenti da parte di una potenza nucleare attraverso un'azione militare. Ciò ha toccato le nostre anime e coscienze di buoni venezuelani. Sono lieto di avervi qui, perché riflette un profondo processo di riflessione, e non mi riferisco solo all'opposizione, ma a tutti gli attori politici del nostro Paese, per mostrare al mondo di cosa siamo capaci", ha dichiarato Delcy Rodríguez, descrivendo la legge come un atto di distacco dall'intolleranza che ha caratterizzato gli ultimi venticinque anni di vita politica venezuelana. Un gesto reso ancora più necessario, ha aggiunto, dopo le ferite inflitte alla coscienza nazionale da episodi come il criminale attacco subito dagli Stati Uniti il 3 di gennaio che ha portato al sequestro del presidente Nicolas Maduro e della prima combattente Cilia Flores.

La presidente ha ricordato come l'annuncio della legge fosse stato dato il 30 gennaio, con l'intenzione di coprire l'intero arco degli eventi politici succedutisi dal 1999 in poi, in particolare quelli caratterizzati da violenza. "Bisogna saper chiedere perdono e bisogna anche saper ricevere perdono", ha affermato, rivendicando la profondità di un dibattito che non si è limitato agli aspetti giuridici ma ha toccato le radici dell'odio e della contrapposizione.

Il presidente dell'Assemblea Nazionale, Jorge Rodríguez, ha sottolineato il valore dell'unanimità raggiunta in Parlamento dopo discussioni complesse e opinioni divergenti. "I deputati hanno dato l'esempio", ha detto, annunciando la composizione della commissione speciale che vigilerà sull'applicazione della legge. Un organismo presieduto da Jorge Arreaza e composto da una ventina di parlamentari, tra cui Nora Bracho come vicepresidente, Pedro Infante, Carolina García, Nicolás Maduro Guerra, Iris Varela, Luis Florido e, su indicazione dello stesso Jorge Rodríguez, anche la deputata Cilia Flores. A loro, insieme al ministero della Cultura guidato da Ernesto Villegas, spetterà il compito di canalizzare ogni richiesta e garantire che la norma venga attuata.

Un punto centrale del provvedimento, sancito dall'articolo 9, è la definizione dei reati esclusi dall'amnistia. Restano fuori dal perdono le violazioni gravi dei diritti umani, i crimini di lesa umanità, i crimini di guerra, l'omicidio intenzionale, le lesioni gravissime, il narcotraffico e i reati di corruzione. Sono escluse anche tutte le persone coinvolte in azioni armate contro la sovranità nazionale, o che abbiano favorito aggressioni straniere o sanzioni illegali contro il popolo venezuelano. Un limite chiaro, volto a ribadire l'impegno per l'integrità territoriale e a evitare che lo strumento della riconciliazione si trasformi in una copertura per l'impunità.

La legge copre un elenco preciso di eventi politici: dal golpe dell'11 e 12 aprile 2002 al sabotaggio petrolifero del 2002-2003, passando per le ondate di manifestazioni e violenze succedutesi fino al 2014. Potranno accedere al beneficio coloro che hanno cessato di commettere i reati previsti. Per i venezuelani all'estero, l'articolo 7 prevede la possibilità di farsi rappresentare da un avvocato, anche se la concessione formale dell'amnistia richiederà la comparizione personale dell'interessato, momento dal quale scatterà l'immunità dalla detenzione per i fatti contemplati.

Sulla legge è arrivata anche la benedizione della Fuerza Armada Nacional Bolivariana. In un comunicato ufficiale firmato dal ministro della Difesa, Vladimir Padrino López, i militari hanno espresso il loro pieno sostegno, definendo il provvedimento un'espressione di maturità politica e un atto di "grandezza spirituale". Un gesto d'amore per il paese che, secondo l'alto comando, non cancella la memoria ma impedisce che il dolore accumulato diventi un ostacolo per le nuove generazioni.

 
 
 
 
 
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Jorge Rodríguez, in un messaggio diffuso dopo la promulgazione, ha avvertito che il cammino è appena iniziato e che non mancheranno i tentativi di boicottaggio da parte di chi persiste in un'agenda estremista. Ma la volontà, ha concluso, è quella di insistere sul positivo, gettando le basi per un futuro di pace.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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