Anche Eurostat certifica il dramma in Grecia: redditi crollati del 30% dal 2009

Ecco la situazione di un paese che ha già fatto quelle “riforme” della Troika che Renzi vuole sadicamente imporci

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Anche Eurostat certifica il dramma in Grecia: redditi crollati del 30% dal 2009

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La povertà nella Grecia sotto commissariamento della Troika è aumentata a livelli non più sostenibili. Secondo l'ultimo rapporto sul Lavoro rilasciato dall'Ue, i salari sono diminuiti in modo drammatico dal 2010, da quando cioè i strozzini internazionali hanno preso il possesso attraverso il programma di “salvataggio”. Lo riporta KT. “Particolarmente colpiti dal calo dei redditi sono i gruppi più vulnerabili. Il loro reddito reale è diimnuito del 30% rispetto al 2003. Per gli altri gruppi della società la diminuzione è del 20%”, si legge nel rapporto, che sottolinea anche come “la disoccupazione di lungo periodo ha toccato livelli storici”. 
 
Mentre milioni di greci non hanno certo bisogno delle statistiche europee per sapere delle condizioni di vita non dignitose cui sono stati ridotti, il cosiddetto European Minimum Income Network ha registrato per i posteri i dati della vergogna della povertà raggiunta in Grecia, dati basati sulle indagini di ELSTAT e EUROSTAT. Dopo due piani di salvataggio e quattro anni di austerità, per fare solo un esempio, il numero delle persone che non possono permettersi l'acquisto di cibo è raddoppiata dal 2009. 
 
Secondo l'agenzia di statistiche greca (ELASTAT): “La Grecia è tra i paesi con il tasso di povertà più diffuso (23.1%) e la povertà infantile ha toccato il 26,5%. E' quarto tra i 28 paesi del'Ue per la maggior proporzione di persone che vivono in condizioni di povertà (34.6%),  dietro Bulgaria (49.3%), Romania (41.7%) e Lettonia (36 , 2%). Per gli altri paesi che hanno subito la scure della Troika: l'Irlanda ha il 30% delle persone che vivono in povertà, Cipro il 27.1%, Portogallo il  25.3%, Spagna il 28.2%.
 
In Grecia, quindi, 2,5 milioni di persone hanno già superato la soglia di povertà e 3.8 stanno per a causa della disoccupazione e della crisi. Stiamo parlando di tre cittadini su cinque su una popolazione di 10 milioni di abitanti.
Per fare altri esempio, nel secondo quarto del 2014: il numero dei disoccupati è di 1,280,101. Il tasso per la disoccupazione giovanile ha toccato la cifra incredibile del 52%. Il crollo drammatico di reddito è associato, inoltre, a una diminuzione del salario minimo, sotto i livelli del 2000.
 
Questa è la situazione di un paese che ha già fatto quelle “riforme” che la Troika gli ha imposto e che Renzi (Job act e co) vuole sadicamente imporre anche all'Italia....

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