AntiWar.com accusa Google di censura e di essere un "braccio del Dipartimento di Stato Usa"

La pubblicità Adsense bloccata per la "violenza" di alcune immagini...

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AntiWar.com accusa Google di censura e di essere un "braccio del Dipartimento di Stato Usa"

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Il portale pacifista americano Antiwar.com ha lanciato un'accusa pesante a Google, quella di usare tattiche “autoritarie” e essere uno strumento del Dipartimento di stato americano. Il tutto dopo che il gigante di internet ha bloccato la pubblicità erogata a Antiwar attraverso Adsense, per violazioni della sua politica. 
 
Il conflitto è emerso domenica, quando Google ha notificato al sito americano che il suo servizio di pubblicità Adsense era stato disabilitato, per le immagini di violenza e “sangue” presenti vicino alle sue pubblicità.  Tra le violazioni inserite da Google anche un articolo del 2006 contenente foto delle torture dalla prigione di Abu Ghraib in Iraq, che Antiwar.com ha dichiarato essere stata visionata 2 milioni di volte e ha invitato gli amministratori di Google a controllare allo stesso modo tutti gli altri siti.
 
"Mentre Washington si prepara a ri-invadere l'Iraq e a nuovi bombardamenti che  uccideranno nuovi civili, improvvisamente, Google ha deciso che la sua politica 'anti-violenza' vieta qualsiasi rappresentazione di violenza commessa dagli Stati Uniti con i vostri dollari dalle tasse ", si legge da un comunicato rilasciato da Antiwar.com che invita i suoi lettori a protestare contro la politica di Google.


Per capire la strumentalizzazione, questa una foto pubblicata da AP sul conflitto in Ucraina nel Donbass uccise e ammassate dalle forze di Kiev:


 
"Per dire che questo è un oltraggio totale sarebbe un eufemismo: è semplicemente il tipo di situazione che si incontra in un paese autoritario dove aziende statali, o con connessioni statali censurano materiali routine che piace al governo. Google è un braccio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti?". E ancora: "Antiwar.com non ha alcuna intenzione di permettere a Google di dettare i nostri contenuti. Stiamo cercando in fonti alternative di pubblicità e non lavoreremo con Google AdSense in futuro".

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