Arabia Saudita promette nuovi aiuti ai "ribelli moderati" (terroristi) in Siria e minaccia un'azione militare per cacciare Assad

"Il presidente siriano Bashar Assad deve lasciare il potere con le buone o affrontare un'azione militare"

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Arabia Saudita promette nuovi aiuti ai "ribelli moderati" (terroristi) in Siria e minaccia un'azione militare per cacciare Assad

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"Il presidente siriano Bashar Assad deve lasciare il potere con le buone o affrontare un'azione militare". Anche l'Arabia Saudita si espone in modo molto netto sulla crisi in Siria, creando non pochi imbarazzi alla Casa Bianca (e i suoi alleati-sudditi).

Ai media americani dopo l'incontro con gli alleati dell'Arabia Saudita a New York, il ministro degli esteri del regime saudita, Al-Jubeir, ha respinto la proposta della Russia di creare una coalizione internazionale per aiutare il presidente siriano Assad a sconfiggere le Stato islamico. A suo parere la migliore opzione resta la cacciata di Assad perché, in caso contrario, “dovrà essere rimosso dal potere con la forza. "Non c'è futuro per Assad in Siria, con tutto il rispetto per i russi o per chi altro".
 
Il ministro ha poi proseguito: "Ci sono solo due opzioni per una soluzione in Siria oggi. Una possibilità è un processo politico che comporti un Consiglio di transizione. L'altra opzione è l'opzione militare, che si dovrebbe concludere con il ritiro di Bashar al Assad dal potere", ha detto Jubeir, citato da RTL.  "La scelta spetta a Bashar al Assad." Al-Jubeir ha ribadito come l'Arabia Saudita sostiene i "ribelli moderati" nella loro lotta contro il governo siriano, e ha fatto capire che questo sostegno potrebbe intensificarsi. "Non stiamo parlando di quello che possiamo o non possiamo fare. C'è un Free Syrian Army che si batte contro Bashar al-Assad", ha concluso. I "ribelli moderati" che, come ormai sanno anche le persone meno informate, altro non sono che terroristi mascherati che hanno creato non poco imbarazzo al Pentagono e al Dipartimento di stato americano, al punto da determinare una sostanziale marcia indietro nel sostegno e finanziamento.

Ora la palla passa nelle mani di Washington (e la Nato si accoderà supinamente finché al governo in Europa ci saranno i vari Renzi, Rakoy e Hollande). Continuare ad avere come principale alleato il carnefice dei crimini in Yemen, il principale creatore e finanziatore del terrorismo internazionale e un paese che giustizia una persona ogni due giorni, finanziando i “ribelli moderati” (terroristi) in Siria; o supportare l'asse Damasco-Mosca-Tehran e ristabilire l'ordine in un paese, la Siria, fondamentale per il commercio e la presenza italiana nella regione. 

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