Argentina al ballottaggio: Scioli ribadisce il suo impegno in difesa delle conquiste del kirchnerismo
Il candidato del Frente para la Victoria mette in guardia circa il pericolo di un ritorno alla Casa Rosada di un governo che propone le nefaste ricette neoliberiste
«L'Argentina è risorta, è rinata, e sulla base di questi progressi noi dobbiamo fare ancora meglio», con queste parole il candidato alla presidenza dell'Argentina per il 'Frente para la Victoria, Daniel Scioli, ha ribadito il suo impegno in difesa delle grandi conquiste sociali raggiunte dal 2003, con l'arrivo alla presidenza di Néstor Kirchner, la cui azione è stata poi portata avanti da Cristina Fernández de Kirchner.
Il candidato, esponente del kirchnerismo, ha poi invitato a non dimenticare «da dove veniamo, ma soprattutto a pensare al futuro, dove dobbiamo dare una maggiore qualità di vità agli argentini, più opportunità ai nostri giovani».
Il richiamo al passato è ritenuto importante dal candidato della sinistra argentina, che ha rivelato come molti elettori al primo turno abbiano optato per il voto a Mauricio Macri - l'esponente della destra con un programma di ritorno al regime neoliberista - ma che adesso pentiti di aver effettuato questa scelta, sono pronti a votare per il kirchnerismo per scongiurare il ritorno alla Casa rosada di un governo votato al neoliberismo.
«Si tratta di una strada che nessuno vuole tornare a percorrere, un incubo da cui ci siamo svegliati», ha spiegato Daniel Scioli facendo riferimento alle nefaste politiche implementate dai vari regimi neoliberisti, in particolare alla violenta crisi economica, sociale e politica del 2001, allorquando al governo vi era il tristemente noto Fernando de la Rúa.
Il ballottagio tra Scioli e Macri, previsto per il prossimo 22 di novembre, si configura come un vero e proprio referendum tra la continuità con il progetto kirchnerista iniziato nel 2003 che ha rianimato l'Argentina e un ritorno al neoliberismo che l'aveva letteralmente affogata.

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