Armi chimiche dei terroristi in Siria. I russi hanno le prove e l'Onu se ne lava le mani
Esperti russi hanno trovato le prove. I terroristi in Siria hanno utilizzato armi chimiche nei loro attacchi contro Aleppo. Lo riporta in una dichiarazione il portavoce del Ministero della Difesa del Cremlino che aggiunge come, nonostante le diverse richieste da parte di Mosca, l'organismo preposto delle Nazioni Unite non abbia voluto fino adesso mandare suoi inviati.
La prova è stata trovata nella zona di Aleppo 1070 dagli esperti del "Russian Radiological, Chemical and Biological Defense troops". Lo ha annunciato il portavoce del Ministero della Difesa russo, il generale maggiore Igor Konashenkov. "Nell'Area '1070' nella periferia sud-ovest di Aleppo, gli esperti del Ministero della Difesa russo hanno condotto una rapida identificazione dei nove campioni selezionati (frammenti di mine, il suolo dai crateri...), che hanno confermato [che i terroristi] hanno usato il cloro e munizioni al fosforo bianco per riempire le munizioni".
Sono stati ultimati test biologici anche su quattro siriano rimasti feriti dopo un attacco chimico. Konashenkov - e qui sta il punto più grave della dichiarazione - ha annunciato che l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) delle Nazioni Unite, nata per il controllo e la sanzione dell'uso delle armi chimiche, non ha ancora inviato gli esperti della zona, nonostante i ripetuti appelli da Mosca a farlo. Il portavoce della Difesa russo ha anche sottolineato come i dati provenienti dall'analisi dei campioni di terreno e di frammenti di residui chimici trovati in Aleppo saranno consegnati all'OPCW in base alla procedura stabilita.
In attesa di una smentita dell'OPCW o dell'invio finalmente di esperti nell'area, tutti i castelli di carta e di menzogne costruiti fino ad oggi sulla Siria si stanno sfaldando. Uno ad uno.


