"Assad in combutta con i terroristi". L'ennesima bufala del New York Times
Cosa altro deve scrivere per togliere a questa fonte l'alone magico di presunta veridicità?
Nell'epoca della mistificazione di massa in cui viviamo, le notizie ci vengono filtrate nei modi e tempi che seguono caratteristiche standard. E se ormai ci sono fonti che hanno perso ogni tipo di credibilità e di autorevolezza (almeno per un pubblico più attento), ce ne sono altre che per varie ragioni hanno costruito inorno a loro quell'alone impenentrabile di presunta veridicità e che vengono utilizzate quando bisogna far passare messaggi (menzogne) importanti. E così se delle falsità contro il presidente dell'Assemlea Generale venezuelana Diosdado Cabello e dei presunti legami con il narcotraffico non si parlava più da un mese perché le fonti che le riportavano (il quotidiano spagnolo ABC) erano state ampiamente smentite, a pochi giorni dalla visita di Nicolas Maduro a Roma, Roberto Saviano, una di quelle fonti con alone di credibilità, se ne esce con un articolo dal titolo: "Quando la coca diventa benzina della corruzione", parlando addirittura di "cupola di Maduro". Un caso secondo voi? Non è mai un caso.
Il 2 giugno scorso, un nuovo "caso": il New York Times, anche qui una fonte con quell'alone di credibilità, titola: "Assad’s Forces May Be Aiding New ISIS Surge". Scrive correttamente Diego Angelo Bertozzi:
Tra la produzione quotidiana di "bufale" dalle fonti improbabili, oggi ne emerge una da "Nobel": il governo siriano in combutta con le forze dell'Isis per sconfiggere - leggete bene - i ribelli "democratici" siriani. Un nuovo "asse del male" quindi, la cui comparsa è una vera e propria benedizione per chi da anni non aspetta altro che rovesciare manu militari il governo di Assad. Tutto questo mentre i piloti statunitensi denunciano apertamente quante limitazioni abbiano nel condurre i bombardamenti contro le truppe del cosiddetto Califfato. In molti di noi, al contrario, ricordano i tanti filmati dei facili mitragliamenti contro semplici raggruppamenti sospetti attuati durante l'occupazione statunitense dell'Iraq!
Avete capito bene: Assad sarebbe in combutta con i terroristi perché contro i ribelli moderati di Al-Nusra. Farebbe ridere come affermazione se a scriverla fosse Repubblica, ma a dirla è il New York Times perché persegue un obiettivo preciso:far passare l'idea che sia Assad ancora il nemico da sconfiggere e non l'ultimo bastione contro l'avanzata di quel terrorismo creato, finanziato ed equipaggiato, in una prima fase, dagli Stati Uniti ed ora fintamente combattuto dalla coalizione occidentale. Finché non toglieremo a queste fonti quest'alone magico di veridicità, si filtreranno queste menzogne ad orolegeria.
Ah solo per la cronaca in questa audizione alla Camera, il capo della polizia italiana Pansa definiva "Al-Nusra più pericoloso dell'isis". E sempre per la cronaca i "ribelli moderati" di Al Nusra nella foto sono impegnati in esecuzioni di massa di civili.

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