Assange denuncia la Fondazione Nobel: "Premio per la Pace trasformato in strumento di guerra"

Il fondatore di WikiLeaks accusa i vertici della Fondazione di crimini di guerra per il premio a María Corina Machado

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Una denuncia penale di portata storica scuote le fondamenta del Premio Nobel per la Pace. Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, ha sporto formale accusa in Svezia contro trenta persone associate alla Fondazione Nobel, inclusi i vertici Astrid Söderbergh Widding e Hanna Stjärne. I reati contestati sono gravissimi: appropriazione indebida aggravata di fondi e facilitazione di crimini di guerra. L'atto giudiziario colpisce al cuore la controversa assegnazione del Nobel per la Pace 2025 alla cosiddetta leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado, figura notoriamente schierata a favore di un intervento armato straniero nel suo paese e golpista dichiarata.

Secondo la denuncia, depositata presso l’Autorità Svedese per i Reati Economici e l’Unità Svedese per i Crimini di Guerra, la Fondazione avrebbe tradito il testamento di Alfred Nobel del 1895, trasformando coscientemente "uno strumento di pace in uno strumento di guerra". Il mandato di Nobel è chiaro: il premio deve andare a chi promuove "la fraternità tra le nazioni" e "l'abolizione o riduzione degli eserciti permanenti". La scelta della Machado, al contrario, rappresenterebbe una flagrante violazione di questo principio fondamentale.

Assange riporta una serie di dichiarazioni che rendono l’esponente dell’opposizione estremista venezuelana "categoricamente ineleggibile" per un premio alla pace. Dalla testimonianza al Congresso USA nel 2014, in cui affermò che "l'unica via rimasta è l'uso della forza", alla recente dichiarazione del 30 ottobre 2025, dove ha sostenuto che "l'escalation militare può essere l'unica via" e che "gli Stati Uniti potrebbero dover intervenire direttamente". Non solo: Machado avrebbe definito "giustificati" e "visionari" attacchi statunitensi a navi civili, con un bilancio di almeno 95 vittime, e ha dedicato il premio all'ex presidente Donald Trump per aver messo il Venezuela "tra le priorità di sicurezza nazionale degli USA".

L'azione legale sottolinea come la cerimonia di premiazione si sia svolta durante quello che analisti militari definiscono il più grande dispiegamento USA nei Caraibi dalla Crisi dei Missili di Cuba, con oltre 15.000 effettivi e la portaerei USS Gerald R. Ford. In questo contesto, il premio da 11 milioni di corone svedesi (1,18 milioni di dollari USA) assume, per Assange, le caratteristiche di un finanziamento a operazioni belliche.

La denuncia cita anche le lodi pubbliche di Machado verso il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per le sue azioni a Gaza, azioni qualificate come genocidio dalla Corte Internazionale di Giustizia. Un ulteriore elemento che, secondo l'accusa, dimostra l'allineamento della premiata con politiche di aggressione internazionale.

Assange, perseguitato dagli Stati Uniti per aver rivelato crimini di guerra attraverso WikiLeaks, chiede alle autorità svedesi il congelamento immediato del trasferimento dei fondi a Machado e la restituzione della medaglia, unitamente a un'indagine penale completa sui trenta dirigenti. La Fondazione Nobel, al momento, non si è pronunciata.

Questa denuncia non è solo una questione legale. È un atto di accusa politico e morale che mette a nudo la deriva di un'istituzione che un tempo si voleva prestigiosa, accusata di aver svuotato il concetto di pace per trasformarlo nel suo opposto: un'arma di propaganda a sostegno di un cambio di regime e di escalation militare. Come ha osservato il premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, citato negli atti, "dare il premio a chi invoca un'invasione straniera è una beffa al testamento di Alfred Nobel". Un monito che ora la giustizia svedese è chiamata a valutare, mentre il mondo osserva se il Nobel per la Pace possa davvero essere assegnato a chi vede nella guerra la "sola via" possibile.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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