Attacco al porto di Damietta, l'Iran avverte l'Egitto: "Attenti alle operazioni false flag di Israele"

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Attacco al porto di Damietta, l'Iran avverte l'Egitto: "Attenti alle operazioni false flag di Israele"

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La sicurezza dell'Egitto è di fondamentale importanza per Teheran, che invita alla massima vigilanza contro possibili operazioni "false flag" condotte da Israele all'indomani dell'attacco al porto di Damietta. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri iraniano.

"L'Egitto è un amico e un partner fondamentale nella regione: la sua sicurezza è per noi di priorità assoluta", ha dichiarato giovedì il capo della diplomazia di Teheran, Seyed Abbas Araqchi, in un post diffuso su X (ex Twitter).

Araqchi ha lanciato un monito contro "i complotti israeliani e le operazioni sotto falsa bandiera volte a destabilizzare la pace regionale", aggiungendo che "la minaccia è evidente e diffusa, e nasce dal timore della solidarietà del mondo islamico".

La presa di posizione del ministro arriva a seguito dell'attacco di mercoledì condotto con droni non identificati, che ha provocato un'esplosione e un incendio nel porto egiziano di Damietta. L'attacco ha danneggiato due imbarcazioni, tra cui una nave cisterna per lo stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL) legata agli Stati Uniti. L'incendio è stato domato tempestivamente e non si sono registrate vittime.

Alcune testate occidentali, tra cui il Wall Street Journal, hanno ipotizzato un coinvolgimento dell'Iran o delle forze yemenite. Tuttavia, le autorità egiziane hanno ribadito che le indagini sono tuttora in corso e che non è stato individuato alcun responsabile. Per Teheran, queste accuse rappresentano un palese tentativo di fabbricare pretesti per seminare discordia tra i paesi dell'area.

Anche il primo ministro egiziano, Mostafa Madbouly, ha respinto con fermezza le speculazioni:

"Non agiamo sulla base di congetture o ipotesi circa l'identità dei responsabili dell'attacco al porto di Damietta", ha dichiarato.

 

Parallelamente, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha confermato l'apertura di un'inchiesta ufficiale per chiarire la dinamica dell'accaduto, rivolgendo un appello generale a contenere l'escalation nella regione.

Da parte sua, l'Iran continua a negare qualsiasi coinvolgimento in azioni contro paesi alleati, denunciando quelle che definisce provocazioni pianificate dal regime israeliano per spaccare il fronte islamico e far avanzare le proprie mire strategiche.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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