Attirare i risparmi dei cittadini. Come la UE spinge verso la previdenza integrativa

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 Attirare i risparmi dei cittadini. Come la UE spinge verso la previdenza integrativa

 

di Federico Giusti

La scommessa per la Unione Europea sarebbe quella di unificare i mercati e rilanciare investimenti, attirare capitali e gruppi capitalistici disponibili a collocarsi stabilmente nel vecchio continente.

In questi scenari (speculativi) i fondi pensione rappresentano un elemento importante. È ormai acclarata la tendenza a ridimensionare il welfare, vuoi per la riduzione delle tasse sul lavoro e non, vuoi perché l’attuale stato sociale è assai carente e avrebbe bisogno di risorse per incrementare le prestazioni erogate a fronte di una popolazione sempre più avanti negli anni e con giovani alla ricerca di lavoro e per questo bisognosi di servizi. Per scongiurare l’aumento della spesa sociale a carico dello Stato, da tempo ormai, si punta su sanità privata e previdenza complementare.

Ora si tratta, da qui a pochi anni, di accrescere il numero dei lavoratori legati alla previdenza integrativa, numero che attualmente dovrebbe aggirarsi, nei paesi Ue, attorno al 20 per cento della forza lavoro attiva. Per alcune nazioni poi l’obiettivo sarebbe di arrivare a quasi il 50% nell’arco di un decennio e di potenziare, sul modello americano, la dimensione dei fondi pensione, il loro giro di affari complessivo.

In ogni caso lo spazio riservato alla pensione complementare è destinato ad ampliarsi contemporaneamente alla crescita dei pensionati rispetto ai lavoratori attivi. Dando quindi per scontato che in futuro cercheranno di accrescere le adesioni ai fondi previdenziali, una scelta del genere sarà vantaggiosa per la forza lavoro? O, invece, si punterà sull’ampliamento dei mercati finanziari senza prendere in esame i cosiddetti effetti collaterali?

La scelta ormai non è più tra la previdenza integrativa e la conservazione del TFr in azienda, vogliono trasformare il lavoratore in scommettitore seriale, disponibile a costruirsi linee di investimento particolari, al fine di garantirsi una terza età dignitosa senza sacrifici e privazioni. Ma per favorire investimenti azionari o specifici pacchetti individuali in ambito previdenziale sarebbe necessario accrescere il potere di acquisto dei salari, gli stipendi hanno subito continue erosioni del potere di acquisto ma questa ipotesi, utile anche alle lusinghe dei titoli in Borsa, presenta contro indicazioni che scartano in partenza una opzione del genere.

Eppure, tra gli obiettivi della Ue, con tanto di proposte di legge e direttive presentate al Parlamento Europeo, appare sovente la necessità di potenziare i fondi previdenziali per rafforzare gli indirizzi comunitari e lasciando ai singoli paesi il compito dettare il tutto con un apparato normativo. E infatti, viene ribadita la necessità di mobilitare i risparmi delle famiglie per investimenti produttivi; migliorare le opportunità di finanziamento per l'economia dell'UE, anche attraendo fondi pensione in programmi come InvestEU, e aiutare gli istituti finanziari a raggiungere dimensioni, competitività globale e diversificazione. Sostiene quindi la capacità dell'UE di soddisfare le proprie esigenze di investimento a lungo termine, in particolare nel contesto delle transizioni verde e digitale.

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex:52025PC0842

E sempre dalla Commissione europea arrivano alcune indicazioni degne di particolare attenzione, ad esempio si considera troppo piccolo il settore della previdenza integrativa rispetto agli Usa e da qui la necessità di ampliarlo costruendo dei Fondi capaci di competere nel mondo diversificando il rischio a carico del singolo aderente.

la previdenza complementare nell'UE è fortemente frammentata tra fornitori, sistemi e prodotti, sia all'interno degli Stati membri, dove l'accesso e la copertura variano a seconda del tipo di impiego, sia a livello transfrontaliero, dove le diverse normative nazionali e i diversi regimi fiscali ostacolano la portabilità e la comparabilità. I ??sistemi pensionistici aziendali e professionali, ben consolidati in alcuni Stati membri, sono spesso vincolati a singoli datori di lavoro o settori industriali.

I fondi pensione di grandi dimensioni e su larga scala possono raggiungere significative efficienze in termini di costi e migliori risultati di investimento

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/HTML/?uri=CELEX:52025DC0839

Dopo il lavoratore indebitato per arrivare a fine mese, l’immediato futuro potrebbe conoscere un'altra figura, quella del lavoratore prudente, beneficiario dei piani pensionistici con prodotti diversificati e un margine di rischio medio basso, senza dubbio inferiore a quello dei prodotti Usa. La strategia comunicativa punta sul coinvolgimento emotivo del lavoratore, sulla inesorabile decadenza del welfare, sul senso di responsabilità verso la famiglia, sulla necessità di far fruttare i risparmi. Il vero problema è dato tuttavia dalla quota di risparmi che sta calando da qualche anno ad oggi, le famiglie presentano sempre maggiore difficoltà ad accantonare liquidi, rinunciano perfino a curarsi per evitare di non pagare un mutuo o una spesa straordinaria di manutenzione.

I prossimi mesi potranno fornirci ulteriori novità e sviluppi, intanto la Ue si sta portando avanti.

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Fulvio Grimaldi, da Figlio della Lupa a rivoluzionario del ’68 a decano degli inviati di guerra in attività, ci racconta il secolo più controverso dei tempi moderni e forse di tutti i tempi. È la testimonianza di un osservatore, professionista dell’informazione, inviato di tutte le guerre, che siano conflitti con le armi, rivoluzioni colorate o meno, o lotte di classe. È lo sguardo di un attivista della ragione che distingue tra vero e falso, realtà e propaganda, tra quelli che ci fanno e quelli che ci sono. Uno sguardo dal fronte, appunto, inesorabilmente dalla parte dei “dannati della Terra”.

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