"Aveva sospetti di corruzione", un portavoce del governo di Baghdad sulla decisione di Maliki di annullare un contratto di vendita d'armi con la Russia
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L'Iraq ha deciso di cancellare un accordo da oltre 4 miliardi di dollari di acquisto di armi stipulato ad inizio ottobre con la Russia. Ne dà notizia un portavoce del governo iraqueno ad AFP. “Quando Maliki è tornato dalla Russia, aveva sospetti di corruzione ed ha deciso di rivedere l'intero accordo”, ha dichiarato. Il contratto per l'acquisto di 30 elicotteri d'attacco Mi-28 e 42 sistemi missilistici terra-aria Pantsir-S1 avrebbe fatto della Russia il secondo fornitore militare di Baghdad dopo gli Stati Uniti. Erano anche in corso colloqui per la vendita all'Iraq di Mig-29, altri elicotteri e armamenti pesanti.
Non è chiaro su chi ricadano le accuse di Maliki, ma il principale responsabile delle trattative con Mosca è stato il ministro della Difesa, Saadun al-Dulaimi.
Nessuna reazione ufficiale da parte del Cremlino, da cui filtra l'insofferenza per una decisione che la Russia è convinta sia stata dettata da Washington.
Non è chiaro su chi ricadano le accuse di Maliki, ma il principale responsabile delle trattative con Mosca è stato il ministro della Difesa, Saadun al-Dulaimi.
Nessuna reazione ufficiale da parte del Cremlino, da cui filtra l'insofferenza per una decisione che la Russia è convinta sia stata dettata da Washington.


