Baltico, la Crisi dei Mig: tra realtà dei fatti e guerra delle narrazioni

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Baltico, la Crisi dei Mig: tra realtà dei fatti e guerra delle narrazioni

La violazione dello spazio aereo estone da parte di jet russi è un caso da manuale di come un evento complesso venga semplificato. La ricostruzione di un esperto e le dichiarazioni di Mosca smontano l'allarmismo mediatico.

 

di Francesco Fustaneo

 

Venerdì 19 settembre, i media hanno lanciato l'allarme: "Caccia russi violano lo spazio aereo NATO, F-35 italiani li intercettano". Alcuni titoli, poi ritrattati, sono arrivati addirittura  a parlare di "abbattimento". La narrazione era chiara: un atto di provocazione russa, se non di aggressione, e una pronta risposta occidentale. La realtà, come spesso accade, è più sfumata e emerge incrociando le fonti, dalla ferma smentita del Ministero della Difesa russo all'approfondita analisi contestuale di un esperto come Francesco Dall’Aglio, ricercatore di storia medievale presso l'Istituto di Studi Storici dell'Accademia delle Scienze di Sofia in Bulgaria, esperto in Europa dell'Est e questioni strategico-militari.

 

Le Due Verità Contrapposte

Da un lato, la versione estone: tre MiG-31 russi sono entrati senza autorizzazione nello spazio aereo dell'Estonia, costringendo gli F-35 di stanza in Lettonia a un'intercettazione. Tallinn ha denunciato l'accaduto invocando l'Articolo 4 del Patto Atlantico, che prevede consultazioni tra i membri qualora l'integrità territoriale, l'indipendenza politica o la sicurezza di una qualsiasi delle “parti” siano minacciate.

Dall'altro lato, la netta smentita russa. Il Ministero della Difesa di Mosca, citato dall'agenzia Tass, ha definito il volo "programmato" e condotto "nel rigoroso rispetto delle normative internazionali", sottolineando come la rotta si svolgesse "sulle acque neutrali del Mar Baltico" senza alcuna deviazione o violazione. Per il Cremlino, non è accaduto nulla di anomalo.

 

L'Analisi che smonta  il sensazionalismo: la ricostruzione di Dall'Aglio

A fornire gli elementi chiave per una comprensione più obiettiva è l'analisi tecnica e geografica di Francesco Dall'Aglio, che smonta pezzo per pezzo l'isteria mediatica.

 

  1. Il luogo: un groviglio di confini. Dall'Aglio precisa come l’incidente sia avvenuto nei pressi dell’isola di Vaindloo, nel bel mezzo del Golfo di Finlandia. Quest'area è nota per i suoi confini marittimi "assurdi", dove le acque internazionali si mischiano con le zone economiche esclusive. Come confermato da Reuters, simili incidenti di vicinanza sono "abbastanza comuni" ("fairly common") e spesso frutto di errori di navigazione in uno spazio così ristretto, più che di deliberate provocazioni.

  2. La retorica del pericolo: l’analista fa notare come la descrizione di "jet in volo verso Tallinn" sia fuorviante. Osservando le foto diffuse dal Ministero della Difesa svedese, i MiG-31 erano armati solo con missili aria-aria per autodifesa (R-73), esattamente come gli F-35 italiani che li scortavano. Non erano equipaggiati per un attacco al suolo, il che ne riduce drasticamente la natura minacciosa, indicando una probabile missione di trasferimento o pattugliamento.

  3. La risposta NATO: routine, non eroismo. La "fulminea incursione sventata" perde di drammaticità: gli aerei russi erano già sotto monitoraggio alleato (svedese in primis) e la risposta degli F-35 rientra in una procedura standard e consolidata di Air Policing.

 

Conclusioni: perché la precisione  informativa è un dovere

Questa vicenda dimostra che il pericolo maggiore spesso non è l'evento in sé, ma la sua narrazione distorta e dall’inizio del conflitto russo-ucraino quello appena citato, è solo l’ultimo episodio di una lunga serie.

Da una parte, i media, alimentati sia dall’allineamento alla propaganda NATO, quanto dalla ricerca del click, propendono per il titolo urlato che conferma i pregiudizi esistenti.

Dall'altra, Mosca nega sistematicamente episodi controversi, alimentando una narrativa di accerchiamento occidentale e mettendo in discussione il sistema di monitoraggio NATO.

La verità, come al solito, sta nel mezzo. È probabile che i jet russi abbiano effettivamente sconfinato, volontariamente o meno, in uno spazio aereo estremamente conteso. Anche la tesi della provocazione seppur non verificabile e’ plausibile, tuttavia, l'analisi contestuale dell’esperto, sopra menzionata, dimostra come classificare l'evento come un'azione bellicosa premeditata sia  un'esagerazione controproducente.

In un'epoca di tensioni elevate, il compito del giornalismo non sarebbe quello di  alimentare il panico ma fornire contesto, smontare le esagerazioni e tenere conto di tutte le fonti, dalle smentite ufficiali alle analisi tecniche.

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

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