Base USA devastata dagli attacchi iraniani: 400 milioni di danni e intelligence in allarme
Il Wall Street Journal (WSJ) ha riportato che gli attacchi missilistici e con droni condotti dall'Iran durante la guerra hanno causato danni significativi alla base navale statunitense in Bahrein, costringendo Washington a riconsiderare il proprio dispiegamento militare in Asia occidentale.
Il quotidiano, citando immagini, video e interviste pubblicate, nonché testimonianze di personale militare statunitense in servizio e in congedo, ha rilevato che l'edificio del quartier generale, almeno altri 12 edifici e due terminali di comunicazioni satellitari presso il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense sono stati danneggiati.
Il media statunitense ha inoltre stimato che il costo della ricostruzione delle strutture danneggiate nella base navale del Bahrein si aggiri intorno ai 400 milioni di dollari.
Nell'articolo si indicava inoltre che le autorità statunitensi stanno valutando opzioni quali la riprogettazione della base in Bahrein, la riduzione del numero di truppe schierate in Kuwait e Arabia Saudita, il trasferimento di alcune missioni in aree più occidentali, compresi i territori palestinesi occupati, e lo spostamento dei centri di comando in strutture sotterranee.
Il 28 febbraio, gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato una nuova serie di attacchi aerei contro l'Iran, otto mesi dopo aver condotto attacchi non provocati contro il Paese.
L'Iran ha reagito prontamente lanciando ondate successive di missili e droni contro i territori palestinesi occupati da Israele, nonché contro basi e interessi statunitensi in vari paesi della regione.
Stando ai rapporti ufficiali di Washington, più di una decina di militari statunitensi sarebbero rimasti uccisi negli attacchi iraniani, sebbene alcuni sostengano che il numero reale potrebbe essere superiore.
Secondo quanto riferito, gli attacchi avrebbero anche causato la perdita di decine di aerei da guerra, velivoli militari e droni statunitensi.


