Benzina e diesel a livelli mai visti negli USA: "La situazione non migliorerà"
I prezzi della benzina negli Stati Uniti hanno raggiunto livelli record durante il fine settimana del Labor Day, senza alcuna prospettiva di miglioramento nel breve periodo. La causa principale è il conflitto in corso tra Washington e Teheran, unito alla chiusura dello Stretto di Hormuz, come riportato dall'Associated Press il 7 settembre.
Alla vigilia del weekend festivo — periodo in cui milioni di famiglie si spostano per fare visita a parenti o concedersi una gita fuori porta — il prezzo medio della benzina normale si attestava a 4,14 dollari al gallone.
"I prezzi della benzina sono più alti di quasi un dollaro rispetto allo scorso anno, superando di gran lunga il precedente record di 3,82 dollari al gallone registrato nel 2012 durante il Labor Day", ha evidenziato l'AP.
L'agenzia ha raccolto la testimonianza di Nicole Collins, in viaggio da Filadelfia verso la Carolina del Sud per ritrovare alcuni amici. La donna ha raccontato che la sua famiglia ha trascorso gran parte dell'estate a casa proprio a causa del rincaro carburanti: "In questo periodo la benzina costa moltissimo. La situazione si complica ulteriormente avendo un bambino piccolo, una spesa in più da gestire", ha spiegato Collins in una stazione di servizio a Claymont, nel Delaware. "Non sembra esserci una via d'uscita", ha aggiunto.
L'impennata dei prezzi si è verificata dopo l'attacco sferrato a febbraio da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, in cui sono rimasti uccisi il leader supremo Ali Khamenei e diversi alti comandanti del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). La risposta dei Pasdaran non si è fatta attendere: i raid contro le basi statunitensi nei Paesi del Golfo e gli assalti alle navi nello Stretto di Hormuz hanno di fatto bloccato una via d'acqua strategica, riducendo drasticamente l'export petrolifero della regione.
"Ogni indicatore economico riconduce direttamente alla guerra con l'Iran e alla crisi dello Stretto di Hormuz", ha confermato Tom Seng, docente di finanza energetica alla Texas Christian University.
Reporter asks if the administration has a timeline for when gas will return to $3 a gallon.
— Furkan Gözükara (@FurkanGozukara) September 4, 2026
Vance refuses to provide one: "The fundamental reality is that the reason gas prices are so high right now is because the Iranians are shooting at commercial shipping." https://t.co/YCVM3fJI4C pic.twitter.com/cFJByo3w91
Nel frattempo, l'amministrazione prova a rassicurare la popolazione: "Sì, oggi i prezzi sono molto alti, ma stiamo facendo tutto il possibile per farli scendere", ha dichiarato il Segretario all'Energia Chris Wright al programma This Week della ABC.
La stangata riguarda anche i trasporti pesanti: venerdì il prezzo del diesel ha toccato il massimo storico con una media di 5,85 dollari al gallone. Un dato critico per l'economia statunitense, che dipende fortemente dal trasporto su gomma per la distribuzione delle merci, generi alimentari compresi.
Mentre i colossi petroliferi e le raffinerie americane registrano profitti record grazie all'ascesa dei prezzi energetici, si prevede che la rabbia degli elettori possa penalizzare il Partito Repubblicano del Presidente Donald Trump nelle imminenti elezioni di midterm per il Congresso e il Senato.
Sul fronte militare, il conflitto tra Stati Uniti e Iran versa in una fase di stallo: le forze armate americane affrontano infatti una carenza di sistemi di difesa Patriot e THAAD (necessari per proteggere le basi dagli attacchi di droni e missili iraniani) oltre che di missili a lungo raggio Tomahawk.
Per scardinare la resistenza di Teheran, Trump ha quindi puntato sull'inasprimento della guerra economica. Nelle ultime settimane, il Dipartimento del Tesoro ha introdotto sanzioni definite "da D-Day", applicando misure secondarie anche contro Stati ed enti terzi che continuano a commerciare con la Repubblica Islamica.
Tuttavia, sebbene la stretta economica crei forti disagi all'Iran, Teheran conta su una lunga esperienza nell'elusione dei blocchi, sostenuta da Russia e Cina. Inoltre, le vaste dimensioni del Paese e la ricchezza di risorse interne rendono l'economia iraniana meno dipendente dal commercio estero e dall'approvvigionamento di valuta pregiata rispetto ad altri regimi presi di mira in passato dalle sanzioni statunitensi.


