Berlino: Die Linke primo partito, le case e il no alle armi decisivi
di Michele Blanco
Il panorama politico tedesco ed europeo subisce una scossa senza precedenti. Secondo le prime proiezioni della rete pubblica ZDF, Die Linke conquista una storica vittoria alle elezioni di Berlino, diventando la prima forza della capitale con circa il 26% dei consensi. Il partito della sinistra stacca nettamente l'Unione Cristiano-Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz — che crolla di oltre otto punti fermandosi al 20% — e compie un balzo straordinario rispetto al 12,2% del 2023. Questa svolta lancia un segnale chiaro al continente: esiste uno spazio per un'alternativa popolare capace di arginare l'avanzata delle destre mettendo al centro uguaglianza, pace e diritti.
Il successo affonda le sue radici in una proposta di rottura, guidata dalla candidata alla guida del municipio Elif Eralp. Die Linke ha parlato direttamente a lavoratori, giovani e periferie, mettendo al centro i bisogni materiali quotidiani.
La questione abitativa è stata il cuore della campagna elettorale. Di fronte alla speculazione immobiliare che ha espulso migliaia di famiglie dal centro, il partito ha proposto soluzioni drastiche: blocco totale e sanzionato dei canoni d'affitto, difesa dei servizi pubblici ed esproprio delle grandi proprietà in mano ai colossi speculativi.
Accolta dall'entusiasmo dei sostenitori, la leader Elif Eralp ha commentato a caldo il trionfo:
"Care e cari berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto la storia. Questa vittoria dimostra che la casa deve essere un diritto inalienabile e non una merce per speculare sui lavoratori. Riprenderemo in mano i servizi pubblici e i beni comuni".
Stop al riarmo: priorità a scuole e ospedali
Accanto alla giustizia sociale, l'altro pilastro decisivo è stato il no categorico alla corsa agli armamenti. In controtendenza rispetto alla retorica europea sulla sicurezza bellica, Die Linke ha denunciato come la spesa militare sottragga risorse al welfare, intercettando la protesta del movimento giovanile contro il riarmo, che sta preparando una giornata di mobilitazione europea per il prossimo 20 novembre.
I vertici del partito hanno ribadito il legame tra pacifismo e tutela delle classi popolari:
"I miliardi stanziati per il riarmo vengono sottratti a scuole, sanità e trasporti. Non ci piegheremo alla logica della guerra: da Berlino si alza un grido per il disarmo e lo stato sociale. Più fondi ai servizi pubblici, non alle armi".
Da Berlino arriva così un messaggio chiaro: la sinistra torna a vincere quando sceglie di schierarsi, senza compromessi, dalla parte di chi lavora, delle nuove generazioni e di chi non riesce più a sostenere il costo della vita.


