Bertorotta (M5S): "dopo i fatti di Oaxaca, ridiscutere gli accordi di assistenza giudiziaria e sull'estradizione con il Messico"
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COMUNICATO STAMPA:
“Dopo 12 morti, 25 dispersi e decine di feriti a Oaxaca, stato meridionale del Messico, allo sgombero di un presidio dei maestri di scuola ad opera delle forze di sicurezza, non è più possibile fare finta di niente. Il Governo convochi l'Ambasciatore messicano e sostenga un tavolo di mediazione tra le parti. E' necessario inoltre ripensare e ridiscutere gli accordi, di cui uno in corso di ratifica, in particolare quelli relativi all'estradizione e all'assistenza giuridica penale con il Messico. Senza nessun cambiamento, allo stato attuale c'è il ragionevole dubbio sul trattamento dei carcerati e delle loro famiglie, su possibili persecuzioni politiche e più in generale, sulla sorte di chi finisce nelle mani degli apparati di sicurezza”.
In un Paese militarizzato, teatro di scontro tra narcotrafficanti, agenzie militari regolari e polizia corrotta, le misure di austerity hanno allargato l'uso di pratiche come la tortura e la mutilazione, le sparizioni, le uccisioni mirate anche a chi protesta, qualunque sia il motivo.
Nel caso di Oaxaca, il motivo del contendere tra il sindacato degli insegnanti e il Governo è la riforma dell'istruzione promossa dal Presidente del Messico, Enrique Peña Nieto e portata avanti con la promessa di "elevare la qualità dell'istruzione", imporre la valutazione obbligatoria per gli insegnanti per rimanere nel sistema educativo, puntando ad un modello di privatizzazione che ha causato migliaia di licenziamenti e promette di smantellare la scuola pubblica, pezzo dopo pezzo.
Il Messico è un ottimo partner dei Paesi "democratici", sempre pronti a denunciare violazioni di diritti umani solo in alcuni Paesi, mai appunto in quelli amici.
Accade cosi che per il Venezuela dove oggettivamente non si assiste a tale livello di repressione, si interessi l'OSA addirittura evocando la Carta Democratica, mente per il Messico delle fosse comuni e di tante altre barbarie regna il silenzio assoluto.
La lotta al narcotraffico giustifica ogni orrore davanti ai media esteri, addossando in automatico la responsabilità dei continui massacri di cittadini messicani ai soli gruppi di narcos, ignorando violenza della polizia e dell'esercito, che grazie allo stato di emergenza nel Paese, agiscono in maniera del tutto discrezionale.
Come il 26 settembre 2014, quando secondo la Magistratura messicana, 43 studenti che si recavano ad una manifestazione, sono stati sequestrati, torturati e infine uccisi ad opera della polizia di Iguala, coperta dai massimi ranghi dell'esercito e dei servizi segreti.
Come si può dunque non sollevare una critica inflessibile contro questo Governo che combatte le rivendicazioni sparando in piazza o facendo sparire la gente?
Il M5S sostiene la sovranità di ogni Paese, ma questa legittima posizione non può essere in alcun modo una giustificazione, di fronte ad evidenti abusi da parte istituzionale, che vanno denunciati con forza e determinazione.Bertorotta M5S: dopo i fatti di Oaxaca, ridiscutere gli accordi di assistenza giudiziaria e sull'estradizione con il Messico; il Governo convochi l'Ambasciatore e sostenga tavolo di mediazione.


