Blocco di Hormuz e Bab al-Mandab: USA e Israele coordinano la sicurezza
La scorsa settimana il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha ospitato in Germania un incontro riservato con i vertici militari di Israele e di diversi Paesi arabi per discutere di cooperazione e sicurezza, nel contesto dei conflitti con Iran e Yemen.
Attraverso un comunicato ufficiale, il CENTCOM ha confermato la presenza di alti ufficiali provenienti da otto nazioni durante una conferenza programmata. Il Comandante del CENTCOM, l'ammiraglio Brad Cooper, ha organizzato l'incontro in forma privata.
Secondo quanto riportato da Axios, si tratta del primo summit di questo tipo dall'inizio dell'escalation militare di febbraio che ha visto coinvolti Stati Uniti, Israele e Iran. L'Iran ha risposto prendendo di mira le basi americane nella regione, trascinando nell'area di conflitto anche gli Stati del Golfo.
Come sottolinea Axios, l'evento ha rappresentato una rara occasione di confronto diretto tra i comandanti militari di Israele e quelli dei Paesi del Golfo che non mantengono con esso relazioni diplomatiche ufficiali. All'incontro organizzato da Cooper hanno partecipato i Capi di Stato Maggiore di Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania ed Egitto.
Durante i colloqui, il vertice del CENTCOM ha rassicurato i presenti escludendo un disimpegno di Washington dalla regione, smentendo le voci di un imminente ritiro dalle basi nel Golfo e in Giordania a causa dei danni subiti dai raid di droni e missili balistici iraniani. Secondo i dati del Pentagono, le rappresaglie iraniane hanno causato la morte di almeno 18 militari statunitensi e il ferimento di altri 784.
Cooper ha inoltre illustrato il piano USA per la protezione dei mercantili nello Stretto di Hormuz. In risposta all'offensiva congiunta tra USA e Israele, Teheran è riuscita a bloccare gran parte di questa arteria marittima strategica, paralizzando l'export di petrolio e gas naturale dal Golfo.
Il Capo di Stato Maggiore dell'esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, ha aggiornato i colleghi sulle operazioni militari israeliane attive su vari fronti, tra cui Gaza, il Libano meridionale e le incursioni nella Siria del Sud.
Il passaggio di Israele sotto la giurisdizione del CENTCOM nel 2021 ha facilitato l'interoperabilità con le forze armate arabe sotto la regia statunitense. Diversi Paesi del Golfo hanno contribuito alla difesa dello spazio aereo integrato contro gli attacchi iraniani. Particolarmente stretta la cooperazione con gli Emirati Arabi Uniti, dove Israele ha schierato il sistema Iron Dome fornendo ad Abu Dhabi intelligence e sorveglianza in tempo reale.
Dall'inizio delle ostilità è cresciuta la condivisione di informazioni d'intelligence tra Israele e il mondo arabo. Risultano in corso contatti tra Israele e Arabia Saudita per valutare forme di supporto al Regno nella gestione della crisi con lo Yemen. Nelle ultime settimane le Forze Armate Yemenite (YAF), guidate da Ansarallah, hanno intensificato le azioni nell'area, rafforzando il controllo sullo Stretto di Bab al-Mandab nel Mar Rosso e prendendo di mira le petroliere saudite. Il blocco combinato degli stretti di Hormuz e Bab al-Mandab sta impattando pesantemente le forniture di greggio, con ripercussioni dirette sui mercati internazionali e sui principali acquirenti, come la Cina.
Mentre Israele e CENTCOM valutano opzioni a supporto delle operazioni saudite, altre fonti indicano che il Presidente statunitense Donald Trump avrebbe declinato le richieste di intervento diretto contro lo Yemen, mantenendo un "accordo tacito" di non ingerenza con le autorità di Sana'a. Nel frattempo, la Casa Bianca pianifica incontri con i leader del Golfo a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA) a Nuova York per coordinare i prossimi passi della crisi, con la diplomazia israeliana al lavoro per fissare un bilaterale tra il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Presidente USA.


