Bloomberg: UE non ha volontà politica di normalizzare le relazioni commerciali con la Cina
L'ultimo tentativo dell'Unione Europea (UE) di ridefinire i suoi legami commerciali ed economici con la Cina si è arenato a causa della mancanza di consenso interno e dello scetticismo di diversi Stati membri sulla capacità del blocco di reagire in caso di fallimento della diplomazia, secondo quanto riportato da Bloomberg, che cita fonti a conoscenza della situazione che hanno parlato a condizione di anonimato.
Sebbene l'UE mantenga una posizione ferma e intransigente nei confronti di Pechino, diverse persone a conoscenza delle discussioni interne ammettono che Bruxelles non ha la volontà politica di realizzare un cambiamento reale o di affrontare apertamente il gigante asiatico. In particolare, i leader dell'UE non riescono a concordare su misure concrete per affrontare un deficit commerciale che ha già superato i 360 miliardi di euro o su come rafforzare le industrie europee per competere con la Cina.
Questo disaccordo è emerso chiaramente al vertice di Bruxelles del mese scorso. Mentre alcuni leader chiedevano un mandato immediato per la Commissione al fine di elaborare nuovi meccanismi di difesa commerciale, altri esortavano alla cautela e davano priorità al dialogo. Un terzo gruppo avvertiva che la "battaglia" industriale potrebbe essere già persa e che la priorità dell'UE dovrebbe essere semplicemente quella di mitigare i danni causati dalla sua profonda dipendenza da Pechino in settori sensibili.
Secondo un alto dirigente, il problema dell'UE non risiede nella mancanza di strumenti tecnici, ma nella mancanza di volontà di implementarli. Un altro ha aggiunto che pochissimi governi europei sono disposti a sopportare l'impatto economico di una risposta cinese.
L'articolo osserva che il gigante asiatico esercita una posizione dominante sui minerali e sui semiconduttori, vitali per settori strategici europei come la difesa e l'automotive, il che rappresenta un serio ostacolo ai tentativi dell'UE di inasprire la propria posizione. Di fatto, Pechino ha già lanciato chiari avvertimenti sulla sua disponibilità a rispondere con fermezza a qualsiasi iniziativa dell'UE volta a proteggere i suoi mercati o a inasprire le sue normative commerciali. Pertanto, l'analisi sostiene che è altamente improbabile che l'UE intraprenda misure radicali per ristrutturare le relazioni commerciali con Pechino, data la paura del blocco di essere coinvolto in un conflitto.
Nel frattempo, il Commissario europeo per il Commercio, Maros Sefcovic, dopo un incontro con il Ministro del Commercio cinese Wang Wentao, ha annunciato che entrambe le parti hanno concordato di istituire una serie di consultazioni e gruppi di lavoro tecnici per affrontare le divergenze bilaterali, con ottobre come termine ultimo per progressi concreti. Allo stesso tempo, la portavoce della Commissione europea, Arianna Podesta, ha indicato che continueranno a valutare gli attuali strumenti di difesa commerciale e a esplorarne di nuovi.


