Bolivia. "E' nel paese per motivi politici, non sociali", Morales ordina l'espulsione di USAID
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Il presidente Evo Morales ha annunciato mercoledì primo maggio di aver ordinato l'espulsione di USAID dalla Bolivia, accusando l'agenzia statunitense di interferenza negli affari interni del paese.
In un discorso pronunciato per le celebrazioni del primo maggio a Plaza de Armas nella capitale La Paz, il presidente socialista ha dichiarato che l'Usaid è in Bolivia per “propositi politici, non sociali”. Morales non ha però indicato in che modo l'agenzia, attiva in Bolivia dal 1964, interferirebbe nella vita politica del paese. Il portavoce del Dipartimento di Stato Patrick Ventrell ha subito criticato la decisione del presidente boliviano e dichiarato come il compito di USAID in Bolivia è stato solo quello di cercare di migliorare la condizione sociale della popolazione dello stato più povero del Sud America.
Nel 2008 Morales aveva proceduto all'espulsione dell'ambasciatore americano e di membri della US Drug Enforcement Administration, con le stesse accuse. Gli Stati Uniti avevano risposto con ritorsioni commerciali ed espellendo l'ambasciatore boliviano a Washington. Dopo un lungo periodo di ostilità, nel 2011 i due paesi hanno firmato un accordo per normalizzare le relazioni e per un nuovo scambio di rappresentanti diplomatici, ma le tensioni sono rimaste alte ed hanno visto una nuova escalation con le accuse recenti di Moralez agli Usa di complotto sulla morte del presidente venezuelano Hugo Chavez.


