Bolivia: si vota per il ballottaggio, finisce l’era del MAS

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Bolivia: si vota per il ballottaggio, finisce l’era del MAS

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La Bolivia si trova a un punto di svolta della sua storia recente. Alle 08:00 ora locale di questa mattina, i seggi elettorali hanno aperto per la prima volta per un ballottaggio presidenziale, uno spoglio che deciderà il successore dell’attuale presidente Luis Arce e sancirà la fine di quasi due decenni di governo del Movimento al Socialismo (MAS).

A contendersi la più alta carica dello Stato sono due candidati di area conservatrice e neoliberale: Rodrigo Paz Pereira, del Partito Demócrata Cristiano, e Jorge ‘Tuto’ Quiroga, della Alianza Libre. Sono stati loro i più votati nel primo turno dello scorso 17 agosto, dove nessuno dei contendenti riuscì a raggiungere la soglia richiesta dalla Costituzione per l’elezione diretta. Grazie anche al suicidio politico del MAS arrivato spaccato e spezzettato alla tornata elettorale, con l'ex presidente Evo Morales invece escluso dalla corsa.

Si tratta di un meccanismo, quello del ballottaggio, introdotto dalla Carta del 2009 ma mai applicato fino ad oggi. Sono chiamati alle urne oltre 7,9 milioni di cittadini, in una competizione che oltre al futuro del paese rappresenta un duello ideologico.

La sfida è tra due volti noti, ma con profili distinti. Rodrigo Paz Pereira, 57 anni, economista con un master negli Stati Uniti, proviene da una dinastia politica: è figlio dell’ex presidente Jaime Paz Zamora e pronipote di Víctor Paz Estenssoro. La sua carriera politica, iniziata come deputato nel 2002, lo ha visto sindaco di Tarija e poi senatore.

Dall’altra parte Jorge ‘Tuto’ Quiroga, 65 anni, ingegnere e amministratore, è un volto ancor più esperto del potere e figura profondamente controversa. Già vicepresidente, assunse la presidenza ad interim tra il 2001 e il 2002. La sua candidatura è vista da molti osservatori come il cavallo di Troia per un pieno ritorno al neoliberismo più selvaggio in Bolivia. Il suo passato di ministro delle Finanze negli anni Novanta e la sua stretta vicinanza alle politiche di Washington e del Fondo Monetario Internazionale alimentano il timore di una radicale inversione di rotta rispetto al modello economico-statale del MAS. I suoi critici gli rinfacciano un'agenda che punta a smantellare lo Stato plurinazionale, a favorire una massiccia privatizzazione delle risorse strategiche – primo tra tutti il litio – e a smantellare i programmi di sostegno sociale che hanno caratterizzato gli ultimi vent'anni.

Qualunque sia l’esito del voto, una fase politica giunge al capolinea. Con questa elezione si chiude l’epoca del MAS, il partito che sotto la guida di Evo Morales e poi di Luis Arce ha governato il paese dal 2006. Il passaggio di consegne al nuovo capo di Stato è previsto per l’8 novembre.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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