Bombardando l’ospedale di Medici Senza Frontiere, Obama ha bombardato un altro Nobel per la pace

Ma a quanto pare c’è stato un altro americano a cui attribuire questo “primato”

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Bombardando l’ospedale di Medici Senza Frontiere, Obama ha bombardato un altro Nobel per la pace


 
La notizia del terribile attacco di Sabato all'ospedale di Medici Senza Frontiere (MSF) a Kunduz da parte dei militari degli Stati Uniti ha destato scalpore. In un articolo pubblicato sul sito Activist Post, Dan Sanchez osserva che in questa storia, un premio Nobel per la pace ha bombardato un altro Nobel per la pace, essendo stato insignti, MSF e Obama, rispettivamente nel 1999 e nel 2009. "Come comandante in capo che ha bombardato l'ospedale militare di Medici Senza Frontiere, è Obama il primo vincitore del Premio Nobel per la pace che bombarda un altro Nobel per la pace?”, si chiede Sanchez
 
A pensarci bene, a quanto pare c’è stato un altro americano a cui attribuire questo “primato”. Il Nobel per la Pace nel 1973, Henry Kissinger, è stato l'architetto a nome di Richard Nixon, dei bombardamenti sulla Cambogia e il Laos, che hanno regolarmente preso di mira alcuni ospedali, inclusi quelli gestiti dalla Croce Rossa. La Croce Rossa, che ha ricevuto diversi premi prestigiosi nel corso della sua storia, aveva già subito dei bombardamenti all’epoca.
 
Per ricapitolare, il bombardamento di Sabato ha ucciso 22 persone, tutti civili (12 dipendenti e 10 pazienti). Il presidente degli Stati Uniti ha personalmente chiamato Joanne Liu, presidente dell'organizzazione, per presentare le sue scuse. L'ONG, tuttavia, si rifiuta di credere, come ha dichiarato il portavoce del Pentagono, che si sia trattato di “un errore". Bart Janssens, direttore delle operazioni di MSF, ha spiegato a AFP che il bombardamento è durato "per più di 45 minuti” e le coordinate GPS dell'ospedale erano note all’Esercito statunitense. Joanne Liu ha chiesto pertanto un'inchiesta internazionale per far luce sui fatti perché "non si fida di un'indagine militare interna" americana.

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