Brics e G20. La politica estera del Sudafrica secondo il viceministro degli esteri Alvin Botes

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Brics e G20. La politica estera del Sudafrica secondo il viceministro degli esteri Alvin Botes

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Intervenendo venerdì 22 novembre alla sede della SIOI in un dialogo con gli studenti dell’Istituto in piazza Venezia a Roma, il vice ministro degli esteri del Sudafrica, Alvin Botes, ha offerto una buona sintesi del contributo internazionale di Pretoria nella costruzione del cosiddetto nuovo mondo multipolare. Il paese che ha smosso la comunità internazionale sul genocidio in corso a Gaza portando il carnefice dinanzi la principale corte internazionale – la CIG – ha assunto un ruolo chiave nel processo di integrazione del sud globale e presiederà il prossimo G20.

Il vice ministro Botes ha voluto sottolineare come il multilateralismo oggi sia una parola troppa generica e che sia importante costruirgli intorno le giuste cornici. E, per farlo, bisogna partire, come sottolineato anche dalla Dichiarazione dell’ultimo vertice di Kazan, dalla riforma delle Nazioni Unite. “Le sfide che devono affrontare oggi le Nazioni Unite sono molto più complesse di quelle dell’anno della sua fondazione. E non possono essere affrontate all’interno dell’Assemblea che ha solo un ruolo di indirizzo e consultorio”, ha dichiarato Botes. “E’ necessario che venga riformato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che rappresenta il volere di 5 paesi e non quello dell’attuale comunità internazionale. L’85% delle questioni che discute riguardano l’Africa. Il nostro continente deve avere due seggi”, ha proseguito.  

Botes ha poi voluto affrontare il tema del mandato di arresto della CPI contro Nethanyau e Gallant, sottolineando il doppio standard di molti paesi. “Prima del vertice Brics a Johannersburg abbiamo comunicato alla parte russa che, come firmatari dello statuto della CPI, avremmo dovuto procedere all’applicazione del mandato di arresto contro il presidente Putin. Oggi invece vedo molta indecisione riguardo la decisione della CPI. Gli stessi paesi che per Putin non esprimevano alcun dubbio sull’applicazione, oggi sono molto più dubbiosi. Interesse nazionale – diritto internazionale”.

Sui Brics, il viceministro Botes ha criticato i media che parlano di questa organizzazione solo in relazione alla dedolarizzazione. “E’ sbagliato. I tre pilastri dei Brics sono la sicurezza, cooperazione finanziaria e cooperazione people to people. Per il Sudafrica la dedollarizzazione è un dibattito molto pericoloso: siamo dipendenti metà della nostra economia dal dollaro. Nei Brics ci sono interessi complementari e visioni divergenti”, ha sottolineato. Per i legami Brics e l'occidente la sintesi di Botes e' chiara: "Il nemico del mio amico non è il mio nemico".

Sul G20, di cui il Sudafrica assumerà la presidenza l'anno prossimo dal Brasile, Botes ha dichiarato che Pretoria prenderà spunto su alcuni punti da quanto fatto dall'Italia in relazione alla presidenza del G7 con l'obiettivo di cercare un punto di contatto, "un accordo in buona fede", tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo sui temi che oggi rappresentano la principale sfida per l'umanità: povertà, clima e pace.

E un commento finale su quello che si può fare per lo sviluppo dell’Africa è con accordi diretti e in partnership con l’Africa non con “commerci triangolari”. Che assomigliano più a nuove forme di colonialismo, aggiungiamo noi.

 

A.B.

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