Cacciabombardieri e missili: così la Russia testa la propria potenza militare in Siria

Militari e intelligence dei paesi occidentali hanno avuto la misura della potenza dell'orso russo. Washington e la Nato sono molto preoccupati.

5814
Cacciabombardieri e missili: così la Russia testa la propria potenza militare in Siria


di Eugenio Cipolla
 
«Non capisco come i nostri partner americani possano criticare le azioni russe in Siria nella lotta al terrorismo internazionale se rifiutano di avere un dialogo diretto, anche in un settore così importante». L’irritazione di Vladimir Putin si è palesata quasi all’improvviso nel tardo pomeriggio di ieri, quando il leader del Cremlino ha deciso di replicare al rifiuto degli Usa di accogliere una delegazione guidata dal premier russo Dmitri Medvedev per parlare di lotta al terrorismo e cooperazione. Insomma, Washington manca di un’agenda ed è «come se non avessero nulla di cui discutere. Ma noi teniamo le porte aperte e speriamo molto nel dialogo con tutti i partecipanti di questo complicato processo».

Che Washington manchi di un programma e soprattutto di un’agenda sulla delicata questione siriana non è solo un’opinione di Mosca. Nei giorni Fox News ha diffuso un sondaggio nel quale sottolineava come il 53% degli americani ritenga che Putin abbia preso il sopravvento nella gestione internazionale della lotta allo Stato Islamico. Dalla Russia chiaramente nessuno ha commentato ufficialmente, ma soddisfazione di aver battuto ancora Barack Obama nell’inner circle putiniano è davvero alta. E lo dimostra il rilievo con il quale i media russi vicini al Cremlino hanno dato la notizia.

Ma il vero punto che interessa Putin, più che piacere ai cittadini americani, è quello di mostrare all’occidente i muscoli, la forza militare che l’orso russo è capace di sprigionare grazie ad anni di continui investimenti in un settore dove tutti hanno tagliato. Nelle ultime due settimane di attacchi in Siria, militari e intelligence dei paesi occidentali hanno avuto la misura di tutto ciò. Per la prima volta Mosca ha testato i caccia Sukhoi Su-34, dei velivoli moderni mai testati fino ad ora in nessun tipo di combattimento. Non è finita qui, perché i militari russi hanno avuto anche un’occasione per provare il missile cruise “Kalibr”, sparato da una base navale a 900 miglia dal Mar Caspio. Il risultato sarebbe stato soddisfacente, dato che, secondo diversi analisti militari, il missile supererebbe in capacità tecnologica il suo omologo in dotazione all’esercito Usa.

E’ per questo che Washington e la Nato sono molto preoccupati. Qualche giorno fa, Gustav Gressel, ex ufficiale dell’esercito austriaco, nel rapporto per l’European Council on Foreign Relations, ha sostenuto che Putin è riuscito a effettuare la più rapida trasformazione delle forze armate della Russia dal 1930. «La Russia – ha scritto - è ora una potenza militare che potrebbe travolgere qualsiasi dei suoi vicini, se isolati dal sostegno occidentale». Dello stesso parere è anche Micah Zenko, senior fellow del CFR, secondo il quale oggi «stiamo imparando più di quanto abbiamo fatto negli ultimi 10 anni. Stiamo andando a scuola su ciò che l'esercito russo è capace di fare».    

Non a caso, oggi, il presidente russo, parlando a un summit della Comunità degli stati indipendenti ad Astana, in Kazakhstan, si è felicitato dei risultati raggiunto dal suo esercito in Siria. «Agendo dal cielo e dal mare contro gli obiettivi precedentemente concordati con i siriani, i nostri uomini hanno ottenuto risultati impressionanti. Decine di centri di comando e depositi di munizioni, centinaia di terroristi e grandi quantità di mezzi militari sono stati eliminati». Il leader russo ha ribadito nuovamente che gli attacchi di Mosca «sono totalmente in linea con le norme internazionali e sono assolutamente legittimi, perché sono realizzati in base a una richiesta ufficiale del presidente siriano Bashar al Assad», aggiungendo che, per quanto riguarda il coordinamento delle azioni per combattere il terrorismo, ci sono stato progressi con alcuni paesi del Medio Oriente. «Stiamo negoziando con l’Arabia Saudita, gli EAU, l’Egitto, la Giordania e Israele per trovare un’azione comune».

Praticamente quello che dalle parti di Washington non riescono o non vogliono fare. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica di Giuseppe Masala L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

L'endpoint di Hormuz e la Grande Guerra Energetica

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Venezuela, la lezione d'aprile di Geraldina Colotti Venezuela, la lezione d'aprile

Venezuela, la lezione d'aprile

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Gli Stati più odiati di Giuseppe Giannini Gli Stati più odiati

Gli Stati più odiati

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti