"Cacciate gli americani o pagherete le conseguenze": l'ultimatum dell'Iran ai Paesi arabi dopo la strage al matrimonio
Dopo la drammatica ondata di attacchi statunitensi nel sud del Paese — che ha causato almeno 5 morti e 68 feriti a causa del bombardamento di un'area residenziale e di una cerimonia nuziale a Kuhestak (distretto di Sirik) — i vertici militari di Teheran hanno lanciato un duro ultimatum ai Paesi della regione.
Il generale di brigata Yadollah Yavani, vicedirettore politico del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ha esortato apertamente le nazioni arabe a espellere le truppe americane dai propri territori e a riprendere il controllo delle basi militari. Yavani ha avvertito che la linea d'azione più sicura per i governi regionali è quella di recidere il supporto a Washington, evidenziando che le forze armate iraniane sono pronte a reagire con la massima fermezza.
"Qualsiasi aggressione contro l'Iran lanciata da qualsiasi territorio — che si tratti di Kuwait, Bahrein, Giordania o di qualunque altro Paese — incontrerà una risposta decisa e schiacciante", ha dichiarato il generale.
Sulla stessa linea, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale centrale iraniano Khatam Al-Anbia, ha ribadito il monito agli alleati regionali degli Stati Uniti. Zolfaqari ha precisato che ogni nazione che offrirà cooperazione o supporto logistico all'aggressore americano dovrà essere pronta ad affrontare conseguenze immediate e pericolose per la propria sicurezza.


