Cairo: nuove manifestazioni di protesta contro i militari. L'esercito promette la consegna del potere a giugno

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Cairo: nuove manifestazioni di protesta contro i militari. L'esercito promette la consegna del potere a giugno

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Nuove manifestazioni di protesta al Cairo contro l'autorità militare in Egitto che sta gestendo la fase di transizione dopo la deposizione di Hosni Mubarak. Gruppi politici di diversa estrazione sociale ed ideologica, da Fratellanza musulmana, ai salafiti fino ai liberali, sono tornati nelle strade della capitale per chiedere che l'esercito rispetti la scadenza di giugno come termine ultimo per lasciare il potere ad un governo civile.
Dopo la morte mercoledì di 11 persone, perlopiù salafiti, in un sit in di protesta davanti al ministero della giustizia, il clima politico in Egitto diviene sempre più teso. Ad approfittarne sembra essere il gruppo fondamentalista islamico dei salafiti che, dopo la grande affermazione nelle elezioni parlamentari di febbaraio, dove hanno ottenuto il 23% dei seggi ed insieme all'altro partito islamista di Fratellanza Musulmana controllano il 70% della camera, stanno aumentando ulteriormente i loro consensi grazie alla questione del giudizio di ineleggibilità del loro rappresentante, il predicatore Hazem Abu Ismail, per la doppia cittadinanza americana ed egiziana della madre.
L'esercito è accusato di aver fomentato gli scontri di mercoledì e di aver deliberatamente aspettato 5 ore prima di intervenire a sedarli. Ma i militari hanno negato un loro conivolgimento. "Le nostre mani sono pulite e non si macchieranno di sangue egiziano" ha dichiarato il Generale maggiore Mohammed al-Assar, ufficiale del Consiglio Supremo delle Forze Armate, l'autorità governativa al momento al potere in Egitto. Nel corso di una conferenza stampa ha poi continuato: "Lo ribadiamo in modo chiaro. Le forze armate ed il consiglio supremo sono impegnate nella consegna del potere del 30 giugno. Non desideriamo mantenere il potere. Non ci consideriamo il sostituito della legittima autorità civile. L'esercito garantirà solamente l'integrità e la libertà delle prossime elezioni presidenziali, dove non abbiamo preferenze: tutti i candidati, sono egiziani rispettabili”
Nella fase di transizione dalla deposizione di Mubarak, l'esercito è accusato di aver ucciso oltre 100 persone negli scontri politici. 

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