Ceuta, Sánchez accusa le mafie internazionali: "E' una violazione dell'integrità territoriale della Spagna"
Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, si è recato venerdì nella città autonoma di Ceuta, al confine con il Marocco, per affrontare la crisi migratoria scoppiata negli ultimi giorni. «Quanto accaduto è un attacco, una violazione dell'integrità territoriale della Spagna», ha dichiarato ai media.
Si stima che da ieri siano entrati nel territorio di Ceuta circa 60.000 migranti irregolari, soprattutto a nuoto ma anche a piedi, mandando completamente in tilt una città di poco più di 80.000 abitanti.
Dopo aver espresso la propria solidarietà ai cittadini di Ceuta, Sánchez ha manifestato il proprio disappunto per quanto accaduto: «Merita tutta la nostra disapprovazione, tutta la nostra condanna, nel modo più energico possibile», ha affermato, aggiungendo che il suo governo utilizzerà tutte le risorse dello Stato per garantire la sicurezza e la convivenza.
L'accusa alle mafie e la sentenza della Corte Suprema
Il presidente spagnolo ha rivelato che, dopo aver analizzato la situazione e parlato con le autorità marocchine, sono giunti alla conclusione che «alla base di tutto ciò c'è l'interpretazione di parte che le mafie hanno dato di una sentenza della Corte Suprema», la quale stabilisce che non è possibile procedere al rimpatrio immediato delle persone che entrano in territorio spagnolo a nuoto, in quanto si ritiene che non esista una frontiera fisica.
«Sembra che questa interpretazione della Corte Suprema si sia diffusa a macchia d'olio nelle ultime ore tra le reti mafiose che trafficano in esseri umani e abbia provocato una valanga», ha spiegato il capo di Stato.
Sánchez ha difeso questa ipotesi sostenendo che negli ultimi anni sulle coste spagnole – citando esplicitamente Ceuta, Melilla, le Isole Canarie e le Isole Baleari – si è assistito a una «riduzione sistematica dell'arrivo di flussi migratori di origine irregolare». Ha sottolineato che da inizio anno si è registrata una riduzione del 36% e che nell'anno precedente il calo era stato di circa il 40%.
«Quanto accaduto ieri interrompe una dinamica costante di riduzione dei flussi irregolari», ha ribadito il presidente spagnolo, il quale ha riferito che il suo governo ha aumentato di 400 unità il numero degli agenti della Guardia Civil e della Polizia nazionale e ha schierato le Forze Armate, mentre si sta accelerando l'iter per il rimpatrio dei migranti irregolari.


