Charlotte in fiamme. Emergenza sociale e umanitaria fuori controllo negli Stati Uniti: il mondo si mobiliti per la popolazione nord-americana
Prima di leggere la notizia che vi stiamo dando, vi chiediamo di fare un piccolo esperimento insieme a noi. Immaginate che lo stesso avvenimento fosse accaduto a Pechino, Mosca, Caracas, Teheran o altre capitali di paesi che gli Stati Uniti – e quindi la stampa italiana – avversano.
Keith Lamont Scott, un uomo di 43 anni, è stato brutalmente ucciso mentre aspettava il figlio che tornava da scuola dalla polizia del regime nord-americano. La polizia ha scambiato un libro, che l'uomo teneva in mano per un'arma, ed ha sparato. La polizia ha scambiato Scott, afro-americano incensurato, per un ricercato e ha sparato.
La comunità nera di Charlotte è insorta. La situazione è fuori controllo e potete seguirla qui. Il Dipartimento di polizia, tramite un tweet fa sapere che 12 agenti sarebbero feriti "mentre lavoravano per proteggere la nostra comunità durante una manifestazione". Non commentiamo per evitare problemi. La stampa locale denuncia molti feriti tra i civili per la dura e violenta repressione della polizia del regime.
Si tratta di guerriglia, rivolta sociale e razziale contro il regime più violento, sanguinario e razzista dalla seconda guerra mondiale ad oggi.
Ma la stampa italiana che oggi è costretta a riportare la notizia perché c'è una ribellione in corso al regime - quando censura costantemente il fatto che la polizia nord-americana uccide una persona ogni 6,5 ore - non vi pone un giudizio morale che sta alla base del cancro per il mondo e per la società statunitense che è oggi l'oligarchia che guida gli Stati Uniti. No nessun giudizio morale, anzi.
Ora proseguiamo l'esperimento iniziale. Seconda parte del breve esercizio mentale che vi chiediamo, chiudete per un secondo gli occhi ed immaginate che nelle redazioni di questo nostro mondo che si crede libero arrivassero quegli stessi video che vi raccontano Charlotte, ma provenienti da Caracas, Mosca o Pechino. Immaginate (per assurdo perché non avviene in quei paesi se non da parte di golpisti come nel caso delle Guarimbas in Venezuela). Bene che cosa scriverebbero i giornali?
Il titolo non sarebbe più come quello di Repubblica online in questo momento: “Usa, a Charlotte agente uccide afroamericano. Scontri in strada 12 agenti feriti”; O quello identico del Corriere. O addirittura quello de il Fatto Quotidiano che si conferma il 'peggior giornale oggi in Italia, avallando la posizione dell'agente in questione, a cui non crede neppure il suo stesso Dipartimento e certamente non il sindaco di Charlotte: “Usa, poliziotto uccide afroamericano armato: scontri a Charlotte. Feriti 12 agenti”
Ma ad esempio:
“Brutale repressione del regime cinese su un uomo disarmato. Decine di feriti da parte della polizia contro i manifestanti nelle proteste successive”
Cambia tutto, cambia la vostra percezione. Capite ora la responsabilità di chi presenta la notizia nel condizionare la vostra reazione. Ma tutto questo fa parte dell'illusione di massa in cui viviamo ed è per questo che siete tanto indignati di quello che succede a Mosca o Caracas, ma non delle manganellate al minimo dissenso a Renzi contro vostri concittadini.
E in questa illusione di massa in cui viviamo vi nascondono consapevolmente e scientemente che il paese che prende tutte le decisioni di politica estera per conto del nostro governo e il paese che si erge a paladino morale per esportare democrazia, diritti e libertà in tutti quei paesi che osano dirgli NO, vive al suo interno una profonda e drammatica crisi umanitaria e sociale. La situazione negli Stati Uniti, come dimostra quello che avviene proprio ora a Charlotte, è insostenibile. Il mondo si mobiliti per aiutare la popolazione nord-americana.
Alessandro Bianchi


