"Chiedo il sostegno della Comunità internazionale per la difesa dei miei diritti", Maria Alekhina, una delle Pussy Riot
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L'appello della ragazza, consegnato ai familiari durante una conversazione telefonica, è stato rilanciato dai legali che la seguono ed è rimbalzato subito sui siti e i blog russi. Maria, una delle due esponenti del gruppo punk condannate per aver inscenato una "preghiera" contro Putin nella Cattedrale moscovita di Cristo il Salvatore, si trova da due settimane nella colonia penale della regione di Perm ed è attualmente in isolamento. "Alekhina si trova in un posto sicuro, dove non rischia niente, in una struttura con celle che si trova nel settore d'isolamento - ha precisato l'ufficio stampa del sistema penitenziario russo al quotidiano Komsomolskaya Pravda - qui la condannata può restare tutto il tempo che vuole, se si sente in pericolo". Insomma, Maria non è in isolamento come misura di punizione, è la spiegazione, ma isolata perché si sente minacciata.
A consolare Maria in queste ore c'è comunque la speranza che per lei e per la più nota Nadia Tolokonnikova, detenuta in un carcere della Mordovia, possa presto cambiare qualcosa. Dopo mesi di pressioni e di velate minacce le due ragazze hanno infatti deciso di abbandonare i propri avvocati, militanti anti Putin particolarmente invisi al governo, affidandosi ad una giovane avvocato ritenuta dai giudici, “meno aggressiva”.
A consolare Maria in queste ore c'è comunque la speranza che per lei e per la più nota Nadia Tolokonnikova, detenuta in un carcere della Mordovia, possa presto cambiare qualcosa. Dopo mesi di pressioni e di velate minacce le due ragazze hanno infatti deciso di abbandonare i propri avvocati, militanti anti Putin particolarmente invisi al governo, affidandosi ad una giovane avvocato ritenuta dai giudici, “meno aggressiva”.


