Chiudete i profili Facebook se non volete che gli Usa vi spiino. Bernhard Schima, avvocato della Commissione Ue
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I cittadini dell'Unione europea che vogliono mantenere private le loro informazioni dai servizi di intelligence degli Stati Uniti devono chiudere i loro account di Facebook dal momento che la normativa vigente, il Safe Harbour, non protegge i loro dati. A sostenerlo Bernhard Schima, un avvocato della Commissione Europea che ha portato alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo il caso di Maximilian Schrems, attivista che si batte per la tutela della privacy. La questione è se i dati dei cittadini europei possono essere considerati sicuri se inviati negli Stati Uniti alla luce delle attività di monitoraggio di massa della National Security Administration rivelate da Edward Snowden.
L'attivista sostiene che, proprio in virtù delle rivelazioni di Snowden sullo spionaggio condotto dalle agenzie americane, non dovrebbe essere permesso il trasferimento negli Stati Uniti dei dati dei cittadini europei, perché gli Stati Uniti non sarebbero più in grado di garantire un’adeguata tutela di questi dati.
Alcuni stati membri, come la Polonia, e gruppi di pressione come Digital Rights Ireland si sono uniti all'attivista nel denunciare che l’accordo Safe Harbour non può garantire la protezione dei dati dei cittadini Ue e pertanto è in aperta violazione della Direttiva europea sulla protezione dei dati personali. La Commissione Europea ha, invece, sottolineato la necessità politica ed economica dell’accordo Safe Harbour.
L'attivista sostiene che, proprio in virtù delle rivelazioni di Snowden sullo spionaggio condotto dalle agenzie americane, non dovrebbe essere permesso il trasferimento negli Stati Uniti dei dati dei cittadini europei, perché gli Stati Uniti non sarebbero più in grado di garantire un’adeguata tutela di questi dati.
Alcuni stati membri, come la Polonia, e gruppi di pressione come Digital Rights Ireland si sono uniti all'attivista nel denunciare che l’accordo Safe Harbour non può garantire la protezione dei dati dei cittadini Ue e pertanto è in aperta violazione della Direttiva europea sulla protezione dei dati personali. La Commissione Europea ha, invece, sottolineato la necessità politica ed economica dell’accordo Safe Harbour.


