Cina: la la rivoluzione energetica di Pechino assorbe lo shock del petrolio
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha provocato forti tensioni sui mercati energetici, con il prezzo del greggio in aumento e una conseguente riduzione delle importazioni cinesi di petrolio. Ma ciò che ha sorpreso molti analisti è la capacità di Pechino di mantenere questo calo senza provocare contraccolpi significativi sulla propria economia. Secondo i dati citati da Axios, fino a giugno gli acquisti cinesi di greggio sono rimasti oltre il 40% inferiori rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Una riduzione che, inizialmente, molti osservatori consideravano difficilmente sostenibile per la seconda economia mondiale.
Eppure la Cina ha dimostrato una maggiore resilienza del previsto. Secondo Michal Meidan, direttrice della ricerca sull'energia cinese presso l'Oxford Institute for Energy Studies, il livello più basso delle importazioni non ha compromesso il funzionamento dell'economia nazionale. Pechino ha compensato la diminuzione degli acquisti di petrolio attraverso una combinazione di strategie: maggiore utilizzo delle riserve nazionali di carbone, petrolio e gas naturale, crescita delle fonti rinnovabili e una progressiva elettrificazione dei trasporti. Proprio la diffusione dei veicoli elettrici avrebbe avuto un ruolo decisivo.
Gli analisti di Goldman Sachs sottolineano che, nonostante il forte calo del consumo di benzina, il traffico nelle città cinesi è rimasto relativamente stabile, segnale di una trasformazione strutturale nei consumi energetici. Per alcuni esperti, la scelta cinese ha avuto effetti positivi anche sul mercato globale. Riducendo la domanda di combustibili fossili, Pechino avrebbe contribuito a contenere la pressione sui prezzi internazionali dell'energia.
La crisi petrolifera legata alle tensioni nel Golfo ha quindi messo in evidenza un elemento centrale della nuova geopolitica energetica: la capacità della Cina di ridurre la propria vulnerabilità attraverso riserve strategiche, innovazione tecnologica e diversificazione delle fonti. Un fattore che potrebbe modificare gli equilibri del mercato globale negli anni a venire.
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