Cina, primo semestre positivo per l'occupazione: AI e nuovi settori trainano la crescita
Politiche pro-lavoro, formazione professionale e nuovi settori strategici sostengono l'occupazione urbana, in linea con gli obiettivi del quindicesimo Piano Quinquennale
Il mercato del lavoro cinese ha chiuso il primo semestre con numeri che confermano una tenuta sostanzialmente stabile, nonostante le incertezze che accompagnano da tempo il quadro economico globale. Secondo quanto riferito da Cui Pengcheng, direttore generale del dipartimento di ricerca politica e portavoce del Ministero delle Risorse Umane e della Sicurezza Sociale, nei primi sei mesi dell'anno sono stati creati 6,95 milioni di nuovi posti di lavoro urbani, un dato praticamente identico a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione urbana rilevato tramite sondaggio si è invece attestato in media al 5,2 percento.
Questi risultati collocano il dragone asiatico su una traiettoria coerente con l'obiettivo annuale, che prevede la creazione di oltre 12 milioni di nuovi posti di lavoro urbani e il mantenimento del tasso di disoccupazione attorno al 5,5 percento entro fine anno. Facendo un rapido calcolo, i 6,9 milioni di impieghi generati nella prima metà dell'anno equivalgono a circa il 58 percento del traguardo fissato per l'intero 2026, un ritmo che gli osservatori giudicano incoraggiante.
Gli analisti individuano diverse ragioni dietro questa performance. Da un lato ci sono la forza e la resistenza mostrata dalla seconda economia mondiale, capace di assorbire shock esterni senza scosse eccessive sul fronte occupazionale. Dall'altro pesano gli effetti duraturi delle politiche pro-lavoro messe in campo dal governo, insieme alla spinta arrivata da settori emergenti come l'intelligenza artificiale, che stanno ridisegnando il tessuto produttivo del paese in un processo più ampio di aggiornamento economico.
Durante il briefing con la stampa, Cui ha ricordato gli sforzi intensificati messi in atto quest'anno per stabilizzare il mercato del lavoro. Tra le misure citate figurano nuove politiche mirate alla tutela dell'occupazione, la definizione di un piano di sviluppo delle risorse umane per il periodo del quindicesimo Piano Quinquennale, che coprirà gli anni dal 2026 al 2030, e un piano d'azione specifico per stabilizzare ed espandere i livelli occupazionali. Il ministero ha inoltre approfondito i programmi pilota dedicati all'integrazione tra il settore dei servizi per le risorse umane e quello manifatturiero.
Parallelamente è proseguito il rafforzamento della formazione professionale su larga scala. In collaborazione con i dipartimenti industriali e le organizzazioni di massa, sono stati attivati percorsi formativi mirati in cinque ambiti considerati strategici: intelligenza artificiale, manifattura avanzata, veicoli a nuova energia, servizi di assistenza agli anziani ed economia a bassa quota, quest'ultima legata soprattutto ai droni e alla mobilità aerea di prossimità.
Sul fronte del sostegno alle categorie più esposte alla precarietà, le autorità cinesi hanno introdotto sedici misure politiche pensate per favorire l'occupazione tra i neolaureati e i giovani in generale, accompagnate dal lancio di una campagna della durata di cento giorni volta a portare i servizi pubblici per l'impiego direttamente nei campus universitari.
Li Changan, docente presso l'Accademia di studi sull'economia aperta cinese dell'Università di Commercio Internazionale ed Economia di Pechino, ha spiegato che il sistema di politiche per la stabilizzazione dell'occupazione e il sostegno ai gruppi chiave ha ormai raggiunto un grado di maturità significativo. Secondo il professore, il progresso tecnologico, l'aggiornamento industriale e l'emergere di nuovi modelli di business stanno ampliando le opportunità lavorative disponibili sul mercato.
A confermare questa lettura contribuisce anche un rapporto della società di consulenza PwC, intitolato 'Barometro globale dell'occupazione nell'intelligenza artificiale 2026', che evidenzia un'ottimizzazione strutturale del mercato del lavoro cinese. Il documento segnala una ripresa delle assunzioni legate all'intelligenza artificiale nella Cina continentale nel corso del 2025, con la quota di posizioni AI sul totale delle assunzioni cresciuta di 6,4 punti percentuali. Un incremento attribuito principalmente ai progressi tecnologici nel settore e alla diffusione sempre più rapida dell'AI in praticamente tutti i comparti produttivi.
Oltre alle figure professionali legate direttamente all'intelligenza artificiale, gli analisti segnalano l'emergere di nuove tipologie di lavoro finora marginali, come gli accompagnatori medici, i pet sitter specializzati e i pianificatori di viaggi online, segno di una domanda occupazionale sempre più diversificata.
A inizio luglio il Ministero delle Risorse Umane e della Sicurezza Sociale aveva già pubblicato il piano di sviluppo delle risorse umane relativo al periodo del quindicesimo Piano Quinquennale. Tra gli obiettivi fissati per il ricollocamento lavorativo, il documento prevede di aiutare 25 milioni di lavoratori urbani disoccupati a trovare una nuova occupazione entro i prossimi cinque anni, mantenendo nel frattempo il tasso di disoccupazione urbana rilevato entro il 5,5 percento. Anche il numero di nuovi posti di lavoro creati nelle aree urbane dovrà mantenersi su una scala considerevole nell'arco del quinquennio.


