"Cinque morti e 586 feriti a Port Said", il ministero dell'Interno egiziano
Una nuova indata di violenza è scoppiata ieri a Port Said dopo la decisione delle autorità locali di trasferire 39 detenuti in attesa della sentenza relativa alla strage avvenuta allo stadio della città durante una partita di calcio del febbraio dello scorso anno.
Il 26 gennaio scorso, la condanna a morte di altre 21 persone aveva scatenato violenti scontri nella città e provocato 40 morti.
Port Said è un importante snodo commerciale e di rifornimento sul Canale di Suez. Per placare i disordini, nelle scorse settimane il presidente Mohamed Morsi ha chiesto al Consiglio della Shura di approvare un disegno di legge che ripristini la zona franca della città, chiusa nel 2002, e finanzi con 400 milioni di lire egiziane provenienti dalle entrate del Canale di Suez progetti per lo sviluppo dei tre governatorati del canale, Port Said, Suez e Ismailia.


