Cisgiordania: negli ultimi 3 anni più vittime che nei 17 precedenti messi insieme

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Cisgiordania: negli ultimi 3 anni più vittime che nei 17 precedenti messi insieme

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Un'analisi di Oxfam basata sui dati delle Nazioni Unite, pubblicata l'11 giugno 2026, rivela un dato drammatico: negli ultimi tre anni, nella Cisgiordania occupata, le forze israeliane e i coloni hanno ucciso più palestinesi rispetto ai 17 anni precedenti messi insieme.

Tra il 2023 e il 2025, il numero di palestinesi uccisi nella regione ha raggiunto quota 1.244, tra cui si contano 268 bambini. Per avere un metro di paragone, tra il 2006 e il 2022 le vittime palestinesi erano state 1.036.

Bushra Khalidi, responsabile delle politiche umanitarie di Oxfam International, ha commentato la situazione con parole dure:

"L'aumento delle uccisioni di civili in Cisgiordania è tragico e orribile. Mentre gli occhi del mondo sono puntati su Gaza, gli attacchi in Cisgiordania si sono intensificati. Da quando ha avuto luogo l'operazione di Hamas il 7 ottobre 2023, Israele ha commesso un genocidio a Gaza, consentendo al contempo un'ondata di violenza senza precedenti in tutta la Cisgiordania".

Anche gli sfollamenti forzati hanno registrato picchi mai visti prima. Negli ultimi tre anni sono stati quasi 46.000 i palestinesi sradicati dalle proprie case, un numero che eclissa ampiamente i 13.000 sfollati registrati nei 14 anni precedenti.

Le testimonianze dal campo e l'aumento delle restrizioni

Saed, un uomo palestinese di 50 anni costretto ad abbandonare la propria terra, racconta l'escalation:

"Prima avevamo a che fare con i coloni di continuo, ma negli ultimi tre anni la violenza da parte loro è aumentata vertiginosamente. Alla fine siamo stati costretti ad andarcene e ora un colono vive in casa mia. L'ho visto con i miei occhi. Ha preso il controllo dell'intera comunità. Mi si spezza il cuore a parlare del passato".

La famiglia di Saed ha cercato rifugio in un'altra comunità vicino a Gerico, ma le violenze non si sono fermate:

“I coloni bloccavano le strade, giravano armi in pugno, molestavano e terrorizzavano i nostri figli mentre andavano a scuola. Facevano pascolare il loro bestiame all'interno della nostra comunità, proprio vicino alle nostre case. Nei casi peggiori, rubavano il nostro bestiame godendo della protezione dell'esercito e della polizia”.

Attualmente, la libertà di circolazione nella Cisgiordania occupata è soffocata da un numero record di 925 ostacoli fisici e posti di blocco, un incremento del 43% rispetto alla media degli ultimi 20 anni. Soltanto nei primi tre mesi del 2026, Oxfam ha già rilevato più di 540 attacchi condotti da abitanti degli insediamenti abusivi, provocando altri 2.200 sfollati.

Amnesty International: "In corso una pulizia etnica deliberata"

A confermare la sistematicità di queste azioni è un dettagliato rapporto di Amnesty International pubblicato il 10 giugno 2026. L'organizzazione accusa apertamente il governo israeliano di condurre una campagna deliberata di pulizia etnica nell'Area C dei territori occupati.

L'ong ha verificato in modo indipendente 423 video e immagini che documentano le violenze perpetrate dai coloni e dai militari contro la popolazione locale. Le prove digitali sono state autenticate tramite avanzati sistemi di geolocalizzazione e cronolocalizzazione per individuare con precisione l'ora e il luogo esatto degli attacchi. I risultati sono stati poi corroborati dall'analisi di immagini satellitari, da 10 sopralluoghi sul campo e da 64 interviste approfondite con le vittime e i funzionari.

Uno degli esempi più recenti e brutali di questa violenza sistemica è stato l'attacco incendiario coordinato contro lo storico villaggio cristiano di Taybeh, un insediamento che conta tremila anni di storia. Il 9 giugno, gruppi estremisti hanno lanciato un attacco su vasta scala, appiccando il fuoco ai campi agricoli a est di Ramallah. Il villaggio di Taybeh si trova sotto una pressione insostenibile da quando, nelle sue immediate vicinanze, è sorto un insediamento abusivo che funge da base logistica per le continue incursioni.

Il ruolo dello Stato e i finanziamenti agli insediamenti illegali

Le istituzioni internazionali puntano il dito direttamente contro i vertici politici di Tel Aviv. Una commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha concluso che le autorità israeliane sono direttamente coinvolte nel facilitare tali violenze, fornendo supporto finanziario e militare ai coloni durante gli attacchi.

Questa strategia è confermata dalle stesse manovre economiche del governo israeliano, pronto ad approvare un piano pluriennale che stanzia oltre 350 milioni di dollari per finanziare e sostenere l'espansione di 61 insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata.

La linea politica dietro a questo stanziamento è stata esplicitata chiaramente dal Ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich. Annunciando il nuovo progetto di insediamento, Smotrich ha dichiarato senza mezzi termini che l'obiettivo dell'operazione è "stabilire fatti concreti sul terreno" per impedire, in modo definitivo, la creazione di uno Stato palestinese.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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