Claudio Borghi. "In questo momento se dedichiamo più tempo del dovuto ad altri punti del nostro programma siamo dei criminali".
Nella conferenza "No euro. Mettiamo Ko la crisi del debito", il terzo incontro del ciclo di conferenze organizzato dal Movimento Cinque Stelle alla Camera, l'economista Claudio Borghi Aquilini ha dichiarato come "le priorità possono essere un reato. Se vedo una persona morire per strada sono criminale di omissione di soccorso. Se nell'attuale situazione di pericolo ci dedichiamo ad altro siamo dei criminali. Questo mondo deflattivo rende la situazione italiana drammatica".
Nell'emergenza si deve considerare la crisi come la priorità assoluta. "Se noi dedichiamo più tempo del dovuto ad altri punti del nostro programma siamo dei criminali". Sul debito pubblico, Claudio Borghi sottolinea come il problema sia la garanzia. "O esiste una Banca Centrale che lo copre con la monetizzazione possibile o le persone corrono a venderlo". Ogni volta che è stato creato un fondo salva Stati non ha mai fermato mai nulla dello spread, "sono bastate tre parole di Draghi. Quindi basta parlare di debito pubblico".
Sulla casta e i costi della politica Borghi è poi brutale. "Se aboliamo tutti i politici oggi, le aziende venderebbero di più? Con casta, corruzione e costi della politica stiamo parlando del nulla in questo momento. Sono reati e devono essere".
In terzo luogo, sulla spesa pubblica improduttiva. "E' evidente che si possa sempre fare meglio di quello che si fa, ma ci dobbiamo stampare in testa che in un momento come questo, se noi tagliamo la spesa anche la più fetida oggi aumentiamo la recessione. Da oggi dobbiamo spendere di più e fare maggiore attenzione a dove va".
Poi Borghi ha affrontato la questione delle tasse. "Non prendendo di più da quelli che oggi hanno di più non migliorano la nostra economia. La nostra nave affonda uguale. La distribuzione della ricchezza è tra le migliori, la più uguale e le più regolari di tutto il mondo occidentale.
Il problema è l'euro. Peché? Nel momento stesso in cui fissiamo il cambio su economie che hanno diverse velocità, per qualsiasi motivo questi paesi perdono la possibilità di reagire ad uno shock o alle politiche sleali dei nostri concorrenti. Questi squilibri vengono normalmente sanati con il cambio, il listino prezzi di un paese. "Se non si può più il paese entra in crisi". Succede a questo punto che "una moneta sbagliata perché è artificialmente troppo forte - in quanto non vi è bassa disoccupazione ed alta inflazione. Siamo riusciti a creare una moneta forte con uno stato debole ed in quanto tale salta in aria. Tutti i paesi più deboli si trovano i propri prodotti fuori mercato per i concorrenti esteri e per la vendita della domanda interna".
In questa situazione si può pensare di non rispettare i trattati o pensare di trovare un aggiustamento alla situazione attuale? Borghi mostra un grafico con la bilancia dei pagamenti dell'Italia: nel 1992 con una svalutazione dopo lo Sme era in positivo e la Germania in difficoltà; dopo con l'euro il disastro di Italia, Spagna mentre Berlino può avere saldi sempre positivi senza l'apprezzamento. Debito privato in questi paesi, in particolare la Spagna, con tassi bassi. Debitore affidabile in euro e non pesos. In una situazione di valute sbagliate è compensato con il debito quando salta il debito salta tutto. In questo momento "se riuscissimo a spendere di più o abbassare le tasse, la gente comprenderà prodotti esteri. Questo deficit è stato oggi pareggiato con un'austerità criminale che ha abbattuto le importazioni, ma se oggi avessimo altri soldi in tasca si comprerebbero prodotti esteri".
In questa situazione "dobbiamo affrontare di petto l'euro, perché la nostra moneta oggi è sbagliata". Le alternative ad oggi sono i trasferimenti interni da parte della Germania - "Non lo vogliamo e non lo vuole certo Berlino" - o "deflazione salariale" - quello che sta avvenendo oggi e non è certo una soluzione. "Altre idee non ce ne sono: dobbiamo uscire dall'euro adesso. Non si sottopone a referendum cose non negoziabile come la libertà e la vita delle persone. "A questo punto ci sono sole tre alternative: la proposta non parte; la proposta parte e viene accettata o viene bocciata e poi chi di dovere se ne dovrà prendere le responsabilità", conclude Borghi.


