Tornano alla normalità i rapporti tra Stati Uniti ed Egitto. Dopo la crisi diplomatica del mese scorso, quando il governo di transizione del Cairo aveva deciso di processare 43 membri del National Democratic Institute e dell'International Republican Institute, due Ong americane impegnate a promuovere la democrazia, il Segretario di Stati americano Hillary Clinton ha reso noto giovedì al Congresso che gli aiuti militari annuali all'Egitto da 1,3 miliardi di dollari verranno ristabiliti. Nonostante I timori crescenti sulla capacità di raggiungere la democrazia dopo la fase di transizione e la crisi diplomatica di febbraio, gli Stati Uniti hanno apprezzato la decisione dell'Egitto di estradare I cittadini americani e chiudere di fatto il processo.
Come riporta Al Jazeera, citando una fonte rimasta anonima del dipartimento di Stato, il Segretario Clinton, dopo aver verificato il rispetto degli obblighi contratti con il trattato del 1979 con Israele ed i progressi verso la democrazia, sbloccherà venerdì l'invio di 250 milioni in aiuti economici e di un miliardo e trecento milioni in aiuti militari. “Dal punto di vista della democrazia, l'Egitto ha fatto più progressi in 16 mesi che negli ultimi 60 anni”, ha dichiarato l'ufficiale, sottolineando in particolare le libere elezioni parlamentari ed il trasferimento di autorità alla nuova assemblea legislativa. "Ma la transizione democratica non è completa, molto lavoro rimane per l'affermazione dei diritti universali e delle libertà fondamentali".
Gli aiuti militari che hanno consolidato l'alleanza tra Egitto e Usa negli ultimi trent'anni e rafforzato il trattato di pace con Israele del 1979 erano stati bloccati dopo l'inizio del processo alle Ong.
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