"Combatto per liberare israeliani e palestinesi dal sistema dell'apartheid". Mustafa Barghouti, fondatore dell'Ong Palestinian Medical Relief

E cita Mandela: "La nostra libertà non è completa senza la libertà del popolo palestinese"

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"Combatto per liberare israeliani e palestinesi dal sistema dell'apartheid". Mustafa Barghouti, fondatore dell'Ong Palestinian Medical Relief

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“Come possono, i media internazionali, sostenere che Israele, il quarto più grande esportatore di armi al mondo, ha il diritto di difendersi, ma i palestinesi no dal momento che la loro terra è occupato da decenni?", si interroga Mustafa Barghouti, medico e fondatore della principale ONG medica palestinese, Palestinian Medical Relief. Questo attivista non violento, co-fondatore del movimento BDS, Boicottaggio-Disinvestimento-Sanzioni, che mira a costringere economicamente il governo israeliano a porre fine all'occupazione dei territori palestinesi, è stato intervistato dalla rivista francese Basta! a Ramallah due giorni prima dell'inizio della operazione di terra a Gaza.  
 
Come spiega Barghouti, molte persone in Occidente, compresa l'Unione europea, adottano il "racconto" di Israele, ossia:  dopo l'omicidio dei tre autostoppisti israeliani e a seguito del continuo lancio di razzi da parte di Hamas, il governo israeliano non ha avuto altra scelta che "difendersi" attaccando e bombardando Gaza. "Questo è un grosso errore. Barack Obama si è reso ridicolo ai nostri occhi quando ha condannato i palestinesi  e non i reali aggressori".
 
Barghouti ritiene che siano due i punti che vengono fraintesi dai media. Il primo riguarda il rapimento dei tre giovani israeliani, che erano coloni. Le autorità israeliane non hanno fornito alcuna prova che essi siano stati rapiti o uccisi dai palestinesi. L'unica cosa dimostrata è che alcuni coloni israeliani hanno attaccato dei palestinesi e alcuni di loro hanno rapite, torturato e bruciato vivi un giovane palestinese, Mohammed Abu Khdeir. I coloni israeliani hanno effettuato numerosi attacchi contro i palestinesi in tutta la Cisgiordania.Tra il 15 maggio e l'attacco a Gaza, Israele ha ucciso 27 palestinesi. Compresi bambini. Tra questi, due ragazzi sono stati uccisi mentre stavano pacificamente protestando a Ramallah, il 15 maggio.  
 
Il secondo punto che Barghouti vuole sottolineare è che i palestinesi non hanno iniziato questa guerra. “Sempre se si può chiamare guerra! Questo è un attacco da parte dell'esercito israeliano, il quinto esercito più potente del mondo. Con un esercito dotato di apparecchiature altamente sofisticati velivoli. Cosa possono fare i palestinesi che contro questa forza travolgente? Non hanno che una forza di fuoco limitata e primitiva!".

La tesi di Barghouti è che Israele è responsabile dell'attacco, che non comincia a Gaza, ma in Cisgiordania. "E' iniziato con un atto di punizione collettiva. Israele ha invaso almeno tre mila case, distrutto molte strutture, chiuso molte organizzazioni con finalità sociali, comprese le organizzazioni che si occupano degli orfani e dei poveri. E ha arrestato più di mille palestinesi. Tra queste persone ingiustamente arrestate ci sono anche dieci membri del parlamento palestinese. Oggi abbiamo 35 deputati palestinesi nelle carceri israeliane. Deputati che non provengono solo da Hamas, ma da Fatah, dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) e da altri gruppi politici."
 
Poi, Israele si è scatenato con gli insediamenti a Gerusalemme est. Oltre alla brutalità della colonizzazione, l'esercito israeliano è stato molto violento nei confronti dei pacifici dimostranti palestinesi. C'è anche il caso di Tariq Abu Khdeir, cugino del giovane palestinese bruciato vivo, che è stato gettato a terra e picchiato dai soldati israeliani. L’aggressione è stata mostrata in tutto il mondo. Tutto questo è avvenuto poco prima che Israele scatenasse la guerra di Gaza.
 
Il governo di Benjamin Netanyahu, prosegue Barghouti, ha tre obiettivi. Il primo è quello di spezzare la volontà politica del popolo palestinese e imporre accordi che sottomettano per sempre il popolo palestinese, in un sistema di apartheid. Netanyahu sta poi conducendo una guerra contro la riconciliazione palestinese. “Quando i palestinesi non uniti, afferma che non può fare la pace con i palestinesi perché nessuno è in grado di rappresentarli tutti. E quando sono uniti, Netanyahu sostiene che non può fare la pace proprio perché sono uniti e sceglie di fare la guerra”.
 
Infine, il governo israeliano ha affrontato un isolamento internazionale dopo le sue esternazioni sul governo di riconciliazione palestinese. Di conseguenza, Israele ha cercato il modo di rompere questo isolamento e, dal punto di vista di Barghouti, uno di questi è stato presentarsi come vittima, parzialmente riuscendoci, soprattutto a causa dei pregiudizi e dell’ auto-censura dei media occidentali.
 
“Questa guerra non è una guerra contro Hamas, è una guerra contro tutti i palestinesi! Inoltre, la stragrande maggioranza delle vittime non sono di Hamas, sono i civili palestinesi. E' assolutamente inaccettabile accusare i palestinesi di essere responsabili del fatto che l'esercito israeliano li sta massacranso! E' disumano dire che sono responsabili della morte dei loro figli!  “
 
Barghouti  ricorda, inoltre, che la guerra a Gaza continua da otto anni. Vale a dire dall'inizio del blocco di Gaza. “Questo blocco è disumano, inaccettabile. Stiamo parlando di una situazione in cui Gaza è privata di acqua potabile, dove il 90% dei giovani lavoratori qualificati è disoccupato, con uno dei livelli di povertà più elevati del mondo”.  
 
"Come possono i media internazionali sostenere che Israele, il quarto più grande esportatore di armi al mondo, ha il diritto di difendersi, ma i palestinesi no dal momento che la loro terra è occupato da decenni?" C'è una asimmetria totale tra i mezzi palestinesi e quelli israeliani. E un uso totalmente sproporzionato della forza da parte di Israele. "I palestinesi hanno il diritto di resistere all'occupazione. Il cuore della sofferenza palestinese, il cuore della lotta è l'occupazione e l'apartheid che lo accompagna. L’apartheid è peggio che in Sudafrica. Questa è l'occupazione più lunga della storia moderna! La comunità internazionale ha permesso ad Israele di imporre questa occupazione a scapito del diritto internazionale e senza che Israele sia punito.”
 
La principale forma di lotta per i palestinesi sarà la resistenza popolare non violenta, spiega l’attivista. Ma questa lotta non può avere successo senza una campagna di "boicottaggio-disinvestimento-sanzioni" . Esattamente come quello che è successo in Sudafrica.  
  
 Ricordate le parole di Nelson Mandela, dopo la liberazione del Sudafrica: "La nostra libertà non è completa senza la libertà del popolo palestinese" . "La questione palestinese è la questione più importante del nostro tempo" .
 
“La nostra azione di boicottaggio non riguarda il popolo israeliano. Si tratta di un boicottaggio contro la politica di occupazione, contro il sistema dell'apartheid. Io combatto per liberare israeliani e palestinesi dal sistema dell’apartheid.”

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