“È come applaudire un genocidio”: Petro sulla ripresa delle relazioni tra Colombia e Israele
Gustavo Petro, ex presidente della Colombia, ha rotto il silenzio per condannare con parole durissime la scelta del suo successore, Abelardo de la Espriella, di ristabilire le relazioni diplomatiche con Israele. In un'intervista ad Al Jazeera, l'ex capo di Stato ha definito la mossa «un applauso al genocidio» in corso a Gaza, e ha esortato la comunità internazionale a non voltarsi dall'altra parte.
«Avviare relazioni con Israele oggi, finché Netanyahu è al potere, significa applaudire un genocidio di 22.000 bambini, di 75.000 persone – ha dichiarato Petro – il 60% delle quali, palestinesi che volevano solo vivere e avevano il diritto di vivere, sono donne e bambini». L'ex presidente ha poi richiamato la memoria storica della Colombia, un paese che «dal 9 aprile del '48 ha vissuto un genocidio che conta ormai dieci Gaza, 700.000 persone assassinate». Un monito, il suo, che si estende all'intera umanità: «L'essere umano non deve permettere un nuovo olocausto nel mondo».
Petro ha tuttavia precisato che la sua posizione «non è antisemitismo», ribadendo il suo sostegno all'esistenza di uno Stato di Israele «in conformità con l'accordo di pace firmato tempo fa in Egitto, anche grazie alla mediazione degli Stati Uniti», che ha stabilito confini da rispettare e l'obiettivo della piena sovranità per lo Stato di Palestina.
La svolta della politica estera colombiana
Le parole di Petro arrivano in un momento di radicale inversione di rotta della politica estera colombiana. Il presidente De la Espriella, sin dai primi giorni del suo mandato, ha deciso di ristabilire i rapporti diplomatici con Israele, sospesi nel maggio 2024 per decisione dello stesso Petro nel contesto della guerra a Gaza. Inoltre, il nuovo capo di Stato ha riconosciuto la sovranità di Israele sulle Alture del Golan – territorio siriano occupato da Israele dal 1967 e annesso unilateralmente nel 1981 – diventando il secondo paese al mondo a compiere tale passo, dopo gli Stati Uniti.
Una scelta che ha suscitato aspre critiche non solo in patria, ma anche nella comunità internazionale, e che ora trova nella voce di Petro uno dei suoi oppositori più autorevoli. Il richiamo alla storia e alla responsabilità morale, in un paese che ha conosciuto decenni di violenza e sofferenza, rende l'appello dell'ex presidente un monito che risuona ben oltre i confini della Colombia.


