Come Italia e Cina hanno rafforzato i loro legami nel 2024

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Come Italia e Cina hanno rafforzato i loro legami nel 2024

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di Fabio Massimo Parenti*


Il 2024 è stato un anno da ricordare per l'Italia e la Repubblica Popolare Cinese. Non solo per la celebrazione di anniversari rilevanti, come i 20 anni trascorsi dalla firma del partenariato strategico stipulato tra i due Paesi, e i 700 passati, invece, dalla scomparsa di Marco Polo, l’esploratore italiano che nel XII secolo fece conoscere la Cina a molti occidentali con le sue memorie di viaggio.

È stato un anno rilevante anche per le visite effettuate a Pechino, a distanza di pochi mesi l'una dall'altra, dal primo ministro italiano Giorgia Meloni e dal presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella. Due visite altamente significative, che hanno ulteriormente evidenziato la necessità politica, economica, storica e culturale dell'Italia di collaborare con la controparte cinese in maniera sempre più approfondita. Non è un caso che, in seguito alle richiamate trasferte istituzionali di Meloni e Mattarella, Italia e Cina abbiano deciso di ampliare la cooperazione reciproca e di incrementare gli scambi economici e culturali.

Sul fronte economico, nel 2023 gli scambi bilaterali hanno superato i 71 miliardi di dollari. Più in generale, negli ultimi 20 anni gli scambi commerciali tra Italia e Cina sono passati da 10 a oltre 70 miliardi di dollari. La Repubblica Popolare Cinese è inoltre diventata il primo partner commerciale dell'Italia in Asia. Se la visita di Meloni, dunque, è servita per gettare le basi politiche per il richiamato rafforzamento dei legami bilaterali - attraverso la firma di un accordo per accelerare gli scambi economici, commerciali e culturali tra i due Paesi - il seguente viaggio di Mattarella ha concretizzato la nuova era delle relazioni lungo l'asse Roma-Pechino. L'obiettivo della missione del presidente italiano, del resto, ha dato una definitiva continuità ai rapporti Italia-Cina in un mondo attraversato da crescenti tensioni, ed evidenziato l'importanza, per entrambe le nazioni, di mettere in atto una cooperazione pragmatica.

Il mercato cinese ha sempre offerto grandi opportunità alle imprese italiane, con prodotti agricoli, di moda e di arredamento Made in Italy, molto apprezzati dai consumatori locali ed esposti in fiere commerciali e altre vetrine. Il progresso tecnologico globale ha quindi aperto interessanti prospettive per una cooperazione pragmatica tra la più grande economia emergente del mondo, la Cina, e la seconda potenza manifatturiera in Europa, l'Italia. I due partner possono e devono sfruttare i reciproci vantaggi industriali complementari nei settori della chimica, dei macchinari, dell'abbigliamento e in altri campi emergenti come la biomedicina, la transizione verde, l'aerospaziale e l'intelligenza artificiale. Da questo punto di vista, il "Piano d'azione Italia-Cina" firmato per rafforzare la partnership globale strategica mira ad implementare la fiducia politica e la collaborazione in questi e altri settori.

È impossibile, infine, non parlare della cooperazione culturale, fruttuosa e dinamica, che caratterizza il rapporto Italia-Cina. Una cooperazione che i due Paesi hanno lasciato intendere di voler approfondire, soprattutto per quanto riguarda i settori dell'arte, della conservazione dei reperti culturali, della traduzione delle rispettive opere classiche, del turismo e dell'istruzione. Italia e Cina stanno infatti rafforzando la collaborazione nel campo dell'istruzione superiore, in un'iniziativa volta a formare i moderni Marco Polo affinché portino avanti lo scambio di civiltà e l'apprendimento reciproco tra le rispettive nazioni. È proprio rifacendosi allo spirito di Marco Polo e allo spirito della Via della Seta che l'Italia dovrà cercare di superare la mentalità da Guerra Fredda che sta travolgendo l'Occidente per fungere, al contrario, da ponte culturale e diplomatico con la Cina.

Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per le relazioni tra Italia e Cina, sia sul piano economico che diplomatico e culturale. Con l'entrata in vigore del nuovo Accordo per evitare la Doppia Imposizione (DTA), prevista per il 2025, gli scambi saranno ulteriormente facilitati sul piano fiscale e degli investimenti reciproci. Le relazioni bilaterali hanno mantenuto una base solida grazie agli incontri ai massimi livelli effettuati nel 2024. Questi incontri hanno aperto la strada ad una serie di iniziative congiunte previste per il 2025, finalizzate a rafforzare la collaborazione nella ricerca scientifica, l’innovazione, la sostenibilità ambientale e gli scambi culturali.



*Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia

 

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