Concluso il vertice Ue-Cina: Pechino assicura sui bond ma chiede il ritiro dell'embargo
Si è conclusa con la firma di una serie di accordi la visita a Bruxelles di Wen Jibao, che ha lamentato però l'embargo d'armi Ue risalente al 1989
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Si è conclusa con la firma di una serie di accordi economici la visita di due giorni a Bruxelles del primo ministro cinese Wen Jibao. Particolarmente significativa - nell'ultimo summit europeo di Wen prima del cambio della guardia al potere a Pechino previsto per novembre - la firma sulla collaborazione nella riduzione dei gas nocivi: l'UE investirà 25 milioni di euro in tre diversi programmi di scambio di quote di Co2 in Cina.
Sul fronte politico, la Cina, ha voluto assicurare Wen, '' continuerà a giocare il suo ruolo per aiutare a risolvere la crisi del debito in Europa attraverso i mezzi appropriati. Nei mesi recenti, la Cina ha continuato ad investire nei bond del debito sovrano dei paesi europei emessi dal fondo salva stati Efsf'”. ''L'Europa e' uno dei mercati principali per la Cina per investire le sue riserve e la Cina continuera' a partecipare agli sforzi per affrontare la crisi del debito”, ha proseguito Wen, parlando davanti ad una platea di imprenditori..
I leader Ue van Rompuy e Barroso hanno illustrato a Wen gli effetti positivi delle scelte fatte e delle ultime decisioni prese, incluso il piano acquista bond da parte della Bce, e sottolineato come l'integrità della zona dell'euro ha un impatto positivo anche in Cina''.
Non tutte note positive, comunque, dai due giorni di visita di Wen, il quale ha sollevato nuovamente due temi cari a Pechino: la revoca dell'embargo sulla vendita di armi imposto nel 1989 in risposta alla repressione di piazza Tian´anmen ed il riconoscimento per la Cina dello status di economia di mercato. "Abbiamo lavorato duramente per dieci anni su questi temi, ma le risposte europee sono state però elusive", ha lamentato Wen.


