CORBYN E LA FINE DELLA “SINDROME CINESE” DELLA SINISTRA EUROPEA?

Il nuovo leader del partito laburista una risposta a quelle forze politiche di "sinistra" spesso coinvolta nella falsa retorica dei "diritti umani" delle correnti anti-cinesi.

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L'arrivo sulla scena politica britannica di Jeremy Corbyn in qualità di nuovo segretario del Partito laburista ha attirato l'attenzione di tutta la sinistra europea, soprattutto di quella radicale, alla luce della sua storia personale di pacifista e delle prime dichiarazioni riportate dalla stampa, soprattutto sull’aggressività della Nato (organizzazione da sciogliere nel 1990, a suo dire) e la sua contrarietà ad operazioni militari britanniche in Siria. 
 
Ma non è tutto. La sua elezione ha destato attenzione anche a Pechino per le possibili ripercussioni che potrebbe avere in tutta Europa. A intervenire è John Ross, professore alla prestigiosa università Tsinghua di Pechino, con un articolo pubblicato sul China Daily. La domanda che si pone è la seguente: vista la sua contrarietà alla guerra all’Iraq e alla provocatrice strategia statunitense in Asia, quali potrebbero essere le implicazioni riguardo alla Cina? La più importante - secondo lo studioso - potrebbe essere un generale cambiamento di atteggiamento della sinistra europea nei confronti di Pechino; il passaggio da una quasi generalizzata condanna ad una maggiore comprensione, in linea con i governi progressisti guidati da forze di sinistra in continenti come l’America Latina.
 
L'elezione di Corbyn può essere intesa in un contesto internazionale. Correnti politiche di massa con un atteggiamento favorevole nei riguardi della Cina, e la ricerca di stretti rapporti con essa, si sono sviluppate in America Latina per oltre un decennio. I presidenti Lula e Rousseff in Brasile, i Presidenti Chavez e Maduro in Venezuela, il presidente Correa in Ecuador e il presidente Morales in Bolivia sono tra i leader latinoamericani che hanno cercato ottimi rapporti con la Cina. Questi leader sono a sinistra nello spettro politico. Ma la situazione nelle economie avanzate dell'Europa e del Nord America è stata diversa. In Europa e negli Stati Uniti è stato spesso nell’area di destra e in diversi ambienti economici che si sono presentate correnti favorevoli a relazioni tranquille con la Cina. Politici di destra impegnati nel "China Bashing", hanno tuttavia spesso alimentato buone relazioni con la Cina. Le forze politiche di sinistra, spesso coinvolte nella falsa retorica dei "diritti umani" delle correnti anti-cinesi, hanno avuto rapporti più conflittuali con la Cina.”
 
In un contesto nel quale il Vecchio Continente vede la crescita e l’aumento di consenso nei confronti di movimenti e partiti contrari alla politica di austerità, alle avventure belliche ed azioni contraddittorie nella lotta al terrorismo, la presenza di Corbyn alla guida di un importante partito di massa europeo, potrebbe dare inizio ad un cambiamento di percezione nei confronti della Cina di tutta la sinistra, anche radicale, europea. Un cambiamento più sincero, si potrebbe dire, rispetto ad una destra  guidata da puro spirito utilitarista: “le forze di destra sono state spesso disposte ad avere rapporti amichevoli con la Cina per interessi economici, ma in genere hanno seguito la politica estera degli Stati Uniti. Qualsiasi cambiamento della politica estera statunitense che porti a relazioni più conflittuali con la Cina, come auspicato dai neocon, potrebbe portare queste stesse forze ad allinearsi. Le correnti di sinistra, come Corbyn, al contrario si oppongono fermamente alla politica di accerchiamento militare contro la Cina.”
 
Diego Angelo Bertozzi

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