Corea. "24 ore di tempo a Pyongyang", l'ultimatum di Seul per risolvere la questione di Kaesong
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La Corea del Sud ha offerto giovedì 25 aprile a Pyongyang trattative formali per riprendere la produzione nell'impianto industriale congiunto di Kaesong e minacciato “misure significative” non precisate in caso di rifiuto.
Dopo che ieri Seul aveva annunciato un'azione del governo di sostegno alle aziende con stabilimenti a Kaesong per fronteggiare l'arresto della produzione e la cancellazione degli ordini, il portavoce del ministro dell'Unificazione Kim Hyung-Seok. Kaesong ha lanciato un ultimatum di 24 ore al Nord. “Non c'è cambiamento sulla nostra volontà di supportare un funzionamento stabile di Kaesong, ma senza una risposta della Corea del Nord prenderemo misure significative”, Afp riporta le parole di Kim, che non ha però specificato l'entità di queste misure.
L'ultimatum di 24 ore lascia presupporre gli esperti che la Corea del Sud stia considerando seriamente il ritiro definitivo dalla zona, che impiegava 53 mila lavoratori di 123 industrie sud coreane. La chiusura definitiva di Kaesong, principale fonte di riserva estera per il Nord, eliminerebbe l'ultimo punto di contatto e di comunicazione tra i due paese, che rimangono tecnicamente in guerra dopo che la guerra del 1950-1953 si è conclusa con un cessate il fuoco piuttosto che un trattato di pace.


