Corea. "Le sanzioni hanno rallentato il programma nucleare", rapporto Onu
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Le sanzioni finanziarie e l'embargo di armi imposto alla Corea del Nord hanno notevolmente rallentato l'espansione del programma nucleare del regime, ma non l'hanno fermato del tutto. Lo riferisce oggi Reuters, che ha in esclusiva visionato le 52 pagine del rapporto della commissione di monitoraggio delle Nazioni Unite.
Nel rapporto si identificano altre tre organizzazioni – il neo ministero dell'energia atomica, il Dipartimento di munizioni della Commissione centrale del partito dei lavoratori e l'Ufficio di sviluppo spaziale dello stato - e 12 individui - tra cui il ministro del settore atomico ed un cittadino del Kazakhstan, Aleksandr Viktorovich Zykov,due ucraini Ukraine, Iurii Lunov e Igor Karev-Popov, per il loro coinvolgimento nella vendita di armi – da inserire nella blacklist del Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite.
La Commissione, inoltre, plaude lo sforzo di Pechino alla piena attuazione dell'ultimo round di sanzioni delle Nazioni Unite adottate dal Consiglio a marzo. Bank of China ,in particolare, ha chiuso il conto estero della principale banca estera del regime, la Foreign Trade Bank, colpita anche da sanzioni americane a marzo dopo esser stata accusata di aver finanziato il programma nucleare di Pyongyang. Nel rapporto si sottolinea, infine, come anche la Bank of Congo avesse effettuato nel 2009 un trasferimento legato ad una vendita di armi ad un conto intestato ad un diplomatico nord coreano a Pechino, ma Banque de France lo rifiutò; e come l'ambasciata nord coreana nella Repubblica del Congo sia stata attivamente coinvolta nel negoziare il previsto spostamento di armi.


