Corridoi umanitari in Ucraina: quello che i media italiani non raccontano

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Corridoi umanitari in Ucraina: quello che i media italiani non raccontano

 

Situazione Operazione russa in Ucraina. La Russia è riuscita a evacuare unilateralmente gli stranieri intrappolati in Ucraina. Il Ministero della Difesa russo comunica che sono state evacuate 723 persone, delle quali 576 cittadini dell’India, 115 di Cina, 20 della Giordania e 12 della Tunisia.  Inoltre, sempre senza la partecipazione della parte ucraina, sono state evacuate in un giorno 5334 persone, di cui 781 bambini da diverse zone pericolose delle regioni dell’Ucraina, e anche dalle repubbliche di Donezk e Lugansk. 

Dall’inizio dell’Operazione speciale militare sono state evacuate in tutto 174.000 persone, dei quali 44.250 bambini.  La cosa tremenda è che i battaglioni della cosiddetta Difesa territoriale ucraina tengono in ostaggio e usano come scudo umano più 4 milioni e mezzo di cittadini.

Su 10 corridoi umanitari proposti dalla Russia, Kiev ne ha confermato solo 1, dalla città  di Sumy, dalla quale per Poltava sono state evacuate 723 persone. Il governo di Kiev e i sindaci delle città hanno ricevuto l’ordine di non permettere ai cittadini di andare in Russia. I tentativi di farlo vengono brutalmente fermati dai nazionalisti.  Più di 2 milioni di cittadini ucraini e stranieri si sono rivolti alla Russia per chiedere di essere evacuati. Il ministero della difesa russo ha formato una banca dati e raccolto le testimonianze dirette di tutte le angherie subite dai nazisti ucraini. Se ci fosse fiducia nel governo ucraino, i militari russi gli potrebbero passare questa banca dati, ma c’è il pericolo reale che finisca nelle mani dei nazisti e ciò causerà ai cittadini torture, violenze e uccisioni.

Purtroppo le chiavi per risolvere questa importantissima questione umanitaria si trovano nelle mani dei banditi.

I poliziotti della Guardia di frontiera ucraina chiedono agli evacuati una “tangente” da 1500 a 5000 dollari. 

Nel villaggio Talakhovka i soldati ucraini hanno saccheggiato tutti i negozi e prima di andarsene a Mariupol’, hanno sparso per il villaggio le mine, ciò ha arrecato seri danni, riporta l’agenzia russa Ria Novosti.

Nella cittadina di Pervomajsk, già distrutta dai forti bombardamenti ucraini del 2014-15, due corrispondenti di guerra russi sono stati colti da un bombardamento e lo hanno trasmesso in diretta, si sono salvati strisciando a terra. Poi sono andati a intervistare le persone che stanno nascoste nei rifugi sottoterra, hanno raccontato che non ne possono più di sopportare tutto questo inferno dal 2014!  I nazisti ucraini occupano le scuole per trasformarle in caserme, negli ospedali postano i loro mezzi, i missili Grad. Sanno che i miliziani del Donbass non sparano sugli obiettivi civili e i nazisti li occupano per questo.

Zelenskij ha dichiarato apertamente in un’intervista di essersi “raffreddato” verso la questione Nato: “abbiamo capito che la Nato non è pronta a prenderci, perché ha paura della contrapposizione con la Russia, noi però non ci metteremo mai in ginocchio per chiedere.. e io non voglio essere questo presidente che chiede in ginocchio” Parole che però  lo contraddicono, quando Zelenski fu eletto a presidente , aveva detto che era pronto a mettersi in ginocchio di fronte a chiunque se fosse stato necessario. Ora non meraviglia affatto che neghi le sue stesse promesse.

Verso la Russia, la Casa Bianca annuncia nuove sanzioni contro la Russia e pone il divieto dell’importazione del petrolio dalla Federazione Russa a causa della situazione in Ucraina. I prezzi del petrolio aumenteranno in tutto il pianeta, ma questo è il “prezzo della libertà”- ha dichiarato oggi un senatore americano alla CNN . 

Vorrei porre l’accento sul fatto che Biden aveva sinistramente pronunciato questa frase ancora 1 mese fa, durante un discorso in cui aveva avvisato i cittadini di tutto il mondo che la loro “libertà ha un costo”.  Sapevano già della guerra in Ucraina. L’Europa di sicuro si accorgerà presto dell’”alto costo” delle sanzioni che ha affibbiato alla Russia. Vedremo se tutti gli europei saranno così felici di assaporare questa “libertà”. Libertà da cosa??

Marinella Mondaini

Marinella Mondaini

Scrittrice, giornalista, traduttrice. Vive e lavora a Mosca

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