Corte israeliana conferma il no agli insediamenti illegali. Ordinato lo sgombero di Migron

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Corte israeliana conferma il no agli insediamenti illegali. Ordinato lo sgombero di Migron

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L'alta corte israeliana ha rigettato un accordo tra il governo ed i coloni nell'insediamento di Migron di posticipare lo smantellamento nel 2015. Confermando un suo precedente pronunciamento dell'agosto scorso, ha infatti ribadito come l'avamposto debba essere demolito per l'inizio del mese d'aprile. Migron, nel nord di Gerusalemme, è uno degli insediamenti non autorizzati più grandi presenti nel territorio cisgiordano, con circa 280 coloni residenti.
Un panel di tre giudici ha preso la decisione all'unanimità. Il presidente Mirian Naor, secondo quanto ha riportato il giornale israeliano Haaretz ha motivato la sentenza, descrivendo irragionevole l'accordo del governo. "Tutti sono soggetti alla legge ed il momento della verità è arrivato," ha dichiarato. "Il desiderio di tenere in conto le esigenze dei residenti non può avvenire a scapito del rispetto della legge", ha concluso Naor. Michael Sfard, un rappresentante legale dei proprietari palestinesi delle terre, si è felicitato della decisione. “Spero che ora i residenti di Migron evacueranno pacificamente l'avamposto illegale”, le sue prime dichiarazioni riprese da  Associated Press.
Sfidando il no statunitense, appena la scorsa settimana il Consiglio dei diritti umani dell’Onu aveva approvato l’apertura di un’inchiesta sugli insediamenti israeliani nei territori palestinesi: un’iniziativa di cui il premier Netanyahu ha subito annunciato il boicottaggio, bollandola come ipocrita. Circa 500,000 ebrei vivono ancora in 100 insediamenti costruiti da Israele dopo la guerra del 1967 a West Bank e Gerusalemme Est, considerati illegali per il diritto internazionale. La loro rimozione era uno dei punti nevralgici della road map approvata nel 2003 per il processo di pace rimasto in gran parte in una fase di stallo.

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