Corte suprema inglese: Assange può essere estradato. Nuovo ricorso dei suoi legali
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Julian Assange deve essere estradato. La Corte Suprema del Regno Unito ha emesso mercoledì una sentenza di rigetto verso il ricorso del 41enne fondatore di WikiLeaks contro la decisione delle corti inglesi di consegnarlo in Svezia, dove su di lui pendono quattro capi d'accusa per abusi e molestie sessuali. "La richiesta di estradizione nei confronti di mister Assange e' stata presentata legalmente", ha proclamato il presidente della massima istanza giudiziaria di oltre Manica, lord Nicholas Phillips. "Il suo appello contro di essa e' pertanto conformemente respinto". Il pronunciamento avrebbe dovuto mettere la parola fine ad una vicenda giudiziaria cominciata ormai nel dicembre 2010. Ma gli avvocati dell'australiano hanno richiesto e ottenuto di poter studiare meglio la decisione ed eventualmente presentare istanza per riaprire il caso. Secondo Dinah Rose, difensore del capo di WikiLeaks, la Corte avrebbe infatti basato il proprio pronunciamento su testi che non sono stati citati dalle parti nell'udienza precedente e dei quali esse non sono state informate. Tanto è bastato perché al team legale di Assange fossero concessi altri 14 giorni per provare a cambiare nuovamente il corso degli eventi.
Come è noto, Assange teme che l'estradizione in Svezia sia solo il primo passo verso la sua consegna alle autorità statunitensi. Ancora nella serata del 29 maggio, il giorno prima della decisione della Corte, WikiLeaks ha inviato ai media un dossier nel quale si argomenta, tra le altre cose, come negli Stati Uniti un Grand Jury segreto starebbe cercando da mesi il modo di incriminare Assange per spionaggio. Come ultimissima carta, l'australiano avrebbe la possibilità di rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell'Uomo a Strasburgo per evitare il carcere in Svezia. La corte di Strasburgo avrà due settimane ulteriori di tempo per decidere se accettare o archiviare il dossier. Se accetterà, la procedura di estradizione sarà sospesa.


