Corte suprema Usa boccia ricorso Chevron su danni ambientali in Ecuador
Il gigante petrolifero americano aveva chiesto la sospensione di una sentenza di condanna da 19 miliardi di dollari
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La Corte suprema americana ha bocciato il ricorso del gigante petrolifero Chevron ha riguardo la condanna a 19 miliardi di dollari di risarcimento per inquinamento della foresta amazzonica emessa da un tribunale dell'Ecuador.
La decisione è l'ultima saga di un conflitto che dura ormai da due decenni tra la seconda compagnia petrolifera americana ed i residenti della regione del Lago Agrio in Ecuador sulle contaminazioni prodotte dall'azienda Texaco, acquisita da Chevron nel 2001, tra il 1964 ed il 1992. Tutte le compagnie petrolifere stanno seguendo con apprensione il caso che potrebbe definire la linea giurisprudenziale sui diversi processi in corso per inquinamento. Chevron sostiene che il giudizio, imposto dalla corte ecuadoregna nel febbraio del 2001, non sia attuabile perché non compatibile con la legge di New York. Nel marzo del 2011, un giudice federale di New York aveva emesso un ordine che aveva di fatto bloccato l'attuazione della sentenza. Il 26 gennaio, tuttavia, la corte d'appello di New York ha nuovamente ribaltato il giudizio, sostenendo come i giudici americani non hanno l'autorità di bloccare il giudizio di tribunali di altri paesi. Approccio confermato martedì dalla Corte suprema americana, cui aveva fatto ricorso l'azienda petrolifera, nel tentativo di imporre un giudizio dei tribunali americani per il caso e prevenire l'attuazione della sentenza dall'Ecuador.
Chavron ha anche fatto ricorso ad un panel d'arbitrato, creato in base ad un trattato commerciale vigente tra Stati Uniti ed Ecuador, che emetterà la propria decisione a novembre.


