Così la BBC censura i suoi giornalisti: sul caso Maduro si deve usare 'catturato', mai 'rapito'
Le direttive interne rivelate dal giornalista Owen Jones impongono di attribuire il termine "catturato" agli USA e di evitare del tutto la parola "sequestro"
Nuove rivelazioni scuotono ancora una volta la presunta aura di imparzialità della British Broadcasting Corporation (BBC). Il giornalista britannico Owen Jones ha reso pubblica una direttiva interna indirizzata ai giornalisti della BBC, una sorta di vademecum sul linguaggio da adottare per riferire dell'assalto militare e del successivo rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi lo scorso fine settimana.
Il documento, confermato come autentico, è esplicito: i termini accettabili sono "captured" (catturato) o "seized" (preso in custodia). La parola "kidnapped" (rapito, sequestrato) deve invece essere rigorosamente evitata. La direttiva non si limita a un generico suggerimento stilistico, ma fornisce precise istruzioni di framing. Il termine "catturato", ad esempio, deve essere sempre esplicitamente attribuito alla versione dei fatti fornita da Washington, come nell'esempio fornito: "Gli Stati Uniti hanno detto che Maduro è stato catturato durante l'operazione". Solo "aprehendido" (preso, arrestato) è indicato come accettabile per un uso autonomo nei reportage.
Questa indicazione sul lessico non è un dettaglio tecnico, ma un chiaro atto di allineamento editoriale. Mentre persino il presidente Donald Trump ha definito "non un brutto termine" la parola "sequestro" usata dal governo venezuelano, la BBC sceglie di censurare quel vocabolo dalla bocca dei suoi giornalisti. Si tratta di una scelta che normalizza e vuole giustificare un atto - l'arresto extraterritoriale di un capo di Stato sovrano - che secondo il diritto internazionale costituisce appunto un sequestro di persona, un atto illegale e gravissimo.
La vicenda smaschera ancora una volta la vera natura della BBC, che si conferma un mezzo di informazione totalmente piegato agli interessi dell'imperialismo, altro che simbolo di obiettività e informazione libera e seria come pretende dipingersi. Non si tratta di garantire "chiarezza e coerenza", come ipocritamente scritto nella direttiva, ma di assicurarsi che la narrazione egemonica, in questo caso quella di Washington, passi inalterata, persino a costo di stravolgere la semantica e di evitare accuratamente qualsiasi terminologia che possa evocare l'illegalità dell'azione. L'episodio è un manifesto di come l'informazione "mainstream" venga pilotata, dimostrando che la presunta libertà di stampa nel cuore dell'Occidente semplicemente non esiste.


