Crescita, hi-tech e apertura a investimenti e commerci: il bilancio del 14° Piano Quinquennale cinese

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Crescita, hi-tech e apertura a investimenti e commerci: il bilancio del 14° Piano Quinquennale cinese

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di Fabio Massimo Parenti* - InsiderOver

Negli ultimi cinque anni, la Cina ha consolidato le seguenti tendenze: politiche di apertura a lungo termine sempre più strategiche e calibrate, un miglioramento della produzione a valore aggiunto che l’ha resa il principale esportatore mondiale di alta tecnologia, e una crescente integrazione con l’Asia e con il resto del mondo.

Dal 2021 al 2025, la Cina ha combinato facilitazioni commerciali tattiche, sperimentazioni nelle zone di libero scambio (FTZ) e liberalizzazione settoriale con una spinta esplicita a salire nella catena del valore. I dati ufficiali lo confermano.

Il risultato è un panorama commerciale più ampio, geograficamente diversificato e più ricco di contenuti tecnologici avanzati. Per le imprese globali e gli osservatori, l’elemento chiave è che la Cina rimane aperta agli affari, ma a condizioni che danno sempre più importanza all’innovazione tecnologica e alla resilienza strategica al proprio interno.

L’efficienza della pianificazione economica cinese

Questa strategia, nota come doppia circolazione, è stata formalizzata proprio nel quadro del 14° Piano Quinquennale (2021 25), che, tra le altre cose, si è concentrato su autodipendenza scientifica e tecnologica, nuova urbanizzazione e sviluppo ecologico.

Prima di esaminare questi risultati, è importante ricordare che la pianificazione cinese è sui generis rispetto ad altri processi di pianificazione altrove. Da un lato, i piani rappresentano una garanzia per gestire il processo di sviluppo a medio e lungo termine. Dall’altro, sono costantemente monitorati e aggiustati durante l’implementazione, a seconda di quanto efficaci si dimostrino le politiche per il raggiungimento dei vari obiettivi.

La pianificazione dell’economia di mercato socialista della Cina è dunque flessibile, ed è attuata tramite processi sperimentali che, se hanno successo, vengono gradualmente estesi a livello nazionale. Questo approccio alla pianificazione è dunque non solo flessibile e sperimentale, ma anche graduale e fortemente pratico. Tali caratteristiche hanno assicurato uno sviluppo economico e sociale senza pari nella storia. L’attuale Piano Quinquennale, che si concluderà quest’anno, non fa eccezione.

Durante il periodo del 14° Piano Quinquennale (2021 25), la Cina ha consolidato il suo ruolo come partner commerciale leader a livello mondiale, firmando centinaia di accordi di cooperazione con autorità doganali straniere per semplificare i flussi transfrontalieri. A livello macro regionale, la Cina ha sfruttato il Partenariato Economico Regionale Completo (RCEP) e altri quadri bilaterali per approfondire i legami in Asia e con i principali partner commerciali.

Il commercio con i membri del RCEP rappresenta oltre il 30% del commercio totale cinese negli ultimi anni, sostenendo gli esportatori e rafforzando i poli regionali delle catene di approvvigionamento centrati su ASEAN, Giappone, Corea del Sud e Australia. Questo focus regionale ha aiutato le imprese cinesi a diversificare le rotte di mercato e a mitigare la dipendenza da shock della domanda in un solo paese.

Quindi, tra il 2021 e il 2025 il risultato è stato una stabilizzazione e un recupero dei flussi commerciali dopo lo shock del Covid 19, un’accelerazione delle riforme pilota all’interno delle FTZ, e una spinta più netta a trasformare la scala produttiva in esportazioni di valore più elevato, guidate dalla tecnologia.

Dal 2013, sono state istituite 22 zone pilota di libero scambio, incluso il porto di libero scambio nell’isola meridionale di Hainan.

Le FTZ pilota hanno lo scopo di testare una serie di innovazioni nelle regolamentazioni, nelle procedure e nella digitalizzazione al fine di facilitare il commercio e gli investimenti. Va anche notato che, fin dalla prima esperienza con la pianificazione cinese, le autorità locali sono riuscite ad espandere la connettività regionale per sostenere lo sviluppo nazionale, ampliando allo stesso tempo gli scambi commerciali e finanziari con il resto del mondo.

Il futuro è già qui

Possiamo affermare che il risultato più tangibile dell’attuale Piano Quinquennale è stato l’aumento costante dei beni high-tech nel paniere delle esportazioni della Cina.

semiconduttori, i circuiti integrati, le apparecchiature per le telecomunicazioni e le macchine per l’elaborazione dati hanno costituito una quota crescente delle esportazioni negli ultimi anni, raggiungendo il 18,2% nel 2024, riflettendo sia investimenti interni nella produzione avanzata sia la forte domanda globale per l’elettronica cinese e i veicoli elettrici – elementi che dimostrano che il paese sta colmando le lacune nei segmenti a valore più elevato anche in presenza di vincoli tecnologici esterni.

Infine, va notato il pacchetto di politiche relative alla “lista negativa per gli investimenti esteri”: le restrizioni settoriali sono state ridotte in aggiornamenti successivi, permettendo una maggiore proprietà straniera, dalla produzione ai servizi, pur continuando a lasciare eccezioni strategiche. Passaggi paralleli – liberalizzazione incrementale del settore finanziario – hanno ampliato l’accesso degli investitori stranieri ai mercati dei capitali della Cina, rendendo gli attivi in yuan più integrati nei portafogli globali.

Queste mosse sostengono una narrazione per cui l’apertura è continua: le riforme sono testate nelle FTZ e nei canali finanziari prima di un’applicazione più ampia. Con questi precedenti in mente, possiamo senz’altro iniziare a guardare con favore al 15° Piano Quinquennale (2026-30).

*Fabio Massimo Parenti, Ph.D. in Geopolitica, geostrategia e geoeconomia, e professore associato di International Studies. Ha insegnato a Firenze, Pechino, Città del Messico, Monterrey e Manchester. ? membro di EURISPES-Laboratorio BRICS e del Central China Economic Region Research Institute (CCERRI), Zhengzhou, Henan. Consigliere scientifico all’Istituto Diplomatico Internazionale (IDI), Roma, e all’Earth Charter International China, è membro dell’Editorial Advisory Board di due riviste scientifiche internazionali (Area Development and Policy, ADP, and The Journal of Economic Science: Theory and Practice, JESTP). Collabora inoltre con media nazionali e internazionali. Tra i suoi libri principali, La via cinese. Sfida per un futuro condiviso, 2021; Geofinance and Geopolitics 2018; Geofinanza e geopolitica 2016; Mutamento del sistema-mondo: per una geografia dell’ascesa cinese 2009; Gli spazi della globalizzazione 2004.

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