Crisi in Sudan: le due parti abbandonano il tavolo delle trattative di pace
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Dopo dieci giorni di negoziazioni la crisi in Sudan sembra non trovare una soluzione. Secondo quanto riporta il quotidiano sudanese Al-Sahafa, citando un rappresentante speciale dell’Onu, infatti i negoziati diretti tra le delegazioni di Sudan e Sud Sudan in corso, con la mediazione dell’Unione Africana, ad Addis Abeba sono stati sospesi per ledifferenze sulla delimitazioni di alcune aree di confine . Sempre secondo il giornale sudanese, l’African Union High Implementation Panel on Sudan (AUHIP), guidato dall’ex-presidente sudafricano Thabo Mbeki, ha iniziato giovedì incontri separati con le due delegazioni, che tendono a restare arroccate sulle proprie posizioni riguardo ad alcune zone di frontiera rivendicate da entrambe. Tra gli aspetti più controversy, le nuove accuse mosse da Khartum nei confronti di Juba che continuerebbe a rimettere in discussione e avanzare pretese su alcune zone (Heglig, principale campo petrolifero del Sudan, parti dello stato del Sud Kordofan e della regione del Darfur) attribuite dagli accordi di pace al Sudan. “Questo atteggiamento del Sud Sudan viene considerato un atto ostile e non aiuta a ottenere la stabilità” ha detto ad Al-Sahafa Omer Dahab, portavoce della delegazione Sudanese ad Addis Abeba.
Da quando il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza nel luglio scorso, le relazioni tra i due paesi restano estremamente tese. Karthoum e Juba non riescono a trovare un accordo sul tracciato della linea di frontiera tra i due paese e si accusano reciprocamente di alimentare ribellioni armate sul territorio altrui. Tuttavia è il petrolio il centro della questione: il Sud Sudan ha ottenuto, dopo l’indipendenza, circa tre quarti delle riserve petrolifere dell’intero paese, mentre gli oleodotti per le esportazione del greggio passano tutti attraverso il Sudan.


