Critiche delle organizzazioni umanitarie contro le corti rwandesi "gacaca".
Le corti comunali tradizionali stanno accelerando i processi contro gli accusati del genocidio del 1994.
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Sempre maggiori preoccupazioni sono state espresse dalle organizzazioni umanitarie contro il sistema processuale tradizionale del Rwanda, il gacaca. Dopo la decisione del governo di istituire nuove corti per accelerare la giustizia contro le centinaia di migliaia di sospettati di aver partecipato al genocidio del 1994, che attendono ancora di essere processati, in molti hanno criticato un sistema che non rispetta i standard processuali minimi garantiti a livello internazionale.
Il sistema legale rwandese è completamente collassato dopo il massacro da parte delle milizie etniche Hutu di circa 800,000 persone della minoranza Tutsi e moderati politici Hutu in tre mesi circa, dall'aprile al giugno del 1994. Il Tribunale Internazionale per il Rwanda costituito dalle Nazioni Unite in Tanzania per cercare di punire i responsabili ha fornito solo una minima risposta alla questione, condannando in via definitiva 38 persone. Chiuderà i lavori alla fine dell'anno e le centinaia di migliaia di persone accusate di aver partecipato a vario titolo al genocidio, saranno sottoposte a processo in Rwanda, paralizzando il sistema giudiziario del paese. Secondo i reporter occidentali, oltre 10 mila persone sono morte nelle carceri del Rwanda prima che il loro processo fosse neanche iniziato.
Per questo il governo di Kibali ha creato nuove corti comunali per cercare di uscire dall'impasse. L'uso di queste corti tradizionali per cercare di risolvere casi complessi di genocidi è controversa e criticata: una volta a settimana la cosiddetta gacaca, composta da giudici eletti a livello di villaggi ma senza qualifiche legali, si incontra nei villaggi, spesso in un mercato o sotto un albero, con lo scopo di raggiungere la verità, giustizia e riconciliazione. Le udienze danno la possibilità alle comunità di affrontare gli accusati e fornire prove su quello che è realmente successo. L'aspetto più preoccupante del sistema processuale rwandese resta il fatto che la difesa non possa aver accesso ad esperti legali. Il governo del Rwanda ha dichiarato che circa due milioni di persone sono state processate con il cosiddetto sistema gacaca, con un tasso di colpevolezza del 65% circa.


